Controlli contro i furti a Venezia e nella terraferma, con 135 persone identificate, 12 attività commerciali ispezionate e un gestore di una struttura ricettiva denunciato. È il bilancio dell’operazione straordinaria che la Polizia di Stato ha condotto giovedì 8 ottobre tra Mestre, Marghera, Campalto e Salzano. Nel mirino degli investigatori il fenomeno dei cosiddetti trasfertisti, persone che si spostano da altre località per commettere reati contro il patrimonio, utilizzando talvolta strutture ricettive come punti di appoggio.
L’attività rientra nel piano di prevenzione dei borseggi e dei furti con destrezza che la Questura di Venezia porta avanti per tutelare residenti e turisti. Gli agenti hanno concentrato le verifiche su alberghi, altre strutture ricettive e pubblici esercizi, individuati come possibili luoghi di soggiorno o ritrovo di persone già note alle forze dell’ordine.
Furti a Venezia, controllate 12 attività tra Mestre, Marghera, Campalto e Salzano
La Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Venezia ha coordinato l’operazione con la collaborazione dei Commissariati di San Marco, Mestre, Marghera, Chioggia e Portogruaro.
Gli agenti hanno identificato complessivamente 135 persone e verificato 12 attività commerciali, tra strutture ricettive e pubblici esercizi.
I controlli hanno interessato quattro località della terraferma veneziana e del territorio circostante: Mestre, Marghera, Campalto e Salzano. La Polizia aveva individuato le attività come possibili basi di appoggio per soggetti dediti ai furti, senza che questo comporti automaticamente il coinvolgimento dei rispettivi gestori in attività criminali.
L’operazione ha puntato soprattutto a verificare la regolarità delle presenze nelle strutture ricettive e a individuare persone sottoposte a provvedimenti giudiziari o già conosciute per precedenti reati contro il patrimonio.
Un albergatore denunciato, accertamenti su un’altra struttura
Durante le verifiche, gli agenti hanno riscontrato irregolarità nella comunicazione delle generalità degli ospiti.
In particolare, la Polizia ha denunciato all’Autorità giudiziaria il gestore di una struttura ricettiva per omessa o ritardata comunicazione dei dati delle persone alloggiate.
Si tratta di un obbligo previsto dalla normativa di pubblica sicurezza, che impone ai responsabili delle strutture di trasmettere alle autorità le informazioni relative agli ospiti secondo le modalità e i termini stabiliti dalla legge.
Per un secondo albergatore, invece, gli uffici competenti stanno svolgendo ulteriori accertamenti amministrativi. La Questura non ha specificato la natura delle verifiche ancora in corso né le eventuali conseguenze.
Identificate sette persone con precedenti per reati contro il patrimonio
Tra le 135 persone controllate, gli agenti hanno identificato sette cittadini dell’Europa orientale già gravati da precedenti specifici per reati contro il patrimonio.
La presenza di precedenti penali non equivale, tuttavia, all’accertamento di nuovi reati. La Questura ha inserito queste verifiche nell’attività di prevenzione rivolta a persone ritenute potenzialmente coinvolte nel fenomeno dei furti con destrezza.
Un ulteriore controllo ha riguardato un uomo di origine nordafricana, destinatario di una misura che gli imponeva l’obbligo di dimora nel Comune di Caserta.
Gli agenti lo hanno accompagnato negli uffici di polizia per approfondire la sua posizione. Gli accertamenti, condotti anche con il coinvolgimento dell’Ufficio Immigrazione, hanno portato alla segnalazione dell’uomo all’Autorità giudiziaria per l’inosservanza del provvedimento a suo carico.
Daspo urbano, il Questore prepara nuovi provvedimenti
L’operazione potrebbe avere ulteriori sviluppi sul piano delle misure di prevenzione.
La Divisione Anticrimine della Questura di Venezia sta infatti predisponendo alcuni provvedimenti di DA.C.UR., il Divieto di Accesso alle Aree Urbane, nei confronti di soggetti identificati durante i controlli e con numerosi precedenti per reati contro la persona e il patrimonio.
I provvedimenti, una volta completate le procedure previste, saranno emanati dal Questore di Venezia, Antonio Sbordone.
Il DA.C.UR., conosciuto anche come Daspo urbano, è uno strumento di prevenzione che può limitare l’accesso a determinate aree nei casi e alle condizioni stabiliti dalla legge.
La Questura intende così rafforzare il contrasto al fenomeno dei trasfertisti, cercando di impedire che persone intenzionate a commettere furti utilizzino il territorio veneziano come base per le proprie attività.
L’attenzione resta alta soprattutto nei luoghi frequentati da residenti e turisti, dove i borseggi e i furti con destrezza rappresentano una delle principali criticità affrontate dai servizi di controllo del territorio.
L’operazione dell’8 ottobre conferma quindi l’impegno della Polizia nel monitoraggio delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi, con l’obiettivo di prevenire i reati e individuare tempestivamente eventuali violazioni.
Le posizioni delle persone denunciate o segnalate restano soggette agli accertamenti dell’Autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza.
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