Torna al centro dell’attenzione il noto marchio di bici dopo un episodio sospetto che ha fatto scattare l’allarme in Viale della Repubblica al confine tra il comune di Villorba con Treviso. Il furto sventato alla Pinarello è stato raccontato in una intervista al Gazzettino dallo stesso Fausto Pinarello, presidente della storica azienda Cicli Pinarello, soffermandosi su quanto accaduto nei giorni scorsi.
“Ringrazio le forze dell’ordine che sono sempre solerti nei controlli e ad ogni sospetto intervengono, come in questo caso”, ha dichiarato Pinarello, riferendosi alla presenza di un camion con gru parcheggiato tra il negozio e l’azienda. Il mezzo, notato tra sabato e domenica, è risultato rubato dopo i controlli effettuati attraverso il numero di targa.
Il tempestivo intervento dei carabinieri ha di fatto impedito qualsiasi possibile azione criminale. Nonostante non vi siano prove certe di un tentativo di colpo, resta comunque il dubbio che potesse trattarsi di un piano legato proprio a un possibile furto alla Pinarello.
Sicurezza elevata e biciclette di valore storico
Fausto Pinarello ha voluto sottolineare come la sicurezza interna dell’azienda sia particolarmente elevata. Le biciclette più preziose sono custodite in camere blindate, rendendo estremamente complesso qualsiasi tentativo di furto.
Nel punto vendita sono esposti modelli iconici che hanno fatto la storia del ciclismo, come la celebre Espada utilizzata da Miguel Indurain per il record dell’ora. Si tratta di pezzi unici e facilmente riconoscibili, difficili da piazzare sul mercato illegale.
I ladri, infatti, tenderebbero a puntare su biciclette e componenti facilmente rivendibili, come dimostrano episodi precedenti che hanno coinvolto anche modelli destinati a corridori professionisti e a squadre nazionali, oltre ad altre squadre di club.
I precedenti: furti per centinaia di migliaia di euro
L’ombra del furto alla Pinarello si lega ad episodi ben più gravi avvenuti in passato. Il 23 novembre 2023 una banda organizzata proveniente dall’Est Europa ha messo a segno un doppio colpo ai danni dell’azienda.
Alle 3 di notte, i ladri avevano agito con precisione: dopo aver tagliato la recinzione e forzato una porta antipanico, erano riusciti in soli tre minuti a rubare 12 biciclette per un valore di circa 150.000 euro. Un’azione rapida e studiata nei minimi dettagli.
A distanza di appena 20 ore, la stessa banda tornò in azione, replicando il colpo con lo stesso modus operandi. In quel caso furono sottratti altri 7 modelli top di gamma, portando il valore complessivo del bottino a circa 280.000 euro.
Il caso delle biciclette della nazionale ritrovate in Romania
Un altro episodio emblematico risale al 23 ottobre 2021, quando i campioni del mondo su pista – tra cui Filippo Ganna, Liam Bertazzo, Jonathan Milan, Simone Consonni, Francesco Lamon, Martina Fidanza e Letizia Paternoster – si erano ritrovati senza biciclette al rientro in Italia.
Le 20 biciclette Pinarello, di cui 15 da pista, erano state rubate da un parcheggio custodito e caricate su un furgone. Il caso ebbe però un esito positivo: i mezzi furono ritrovati in Romania, compresi quelli utilizzati alle Olimpiadi di Tokyo.
Furto sventato alla Pinarello: attenzione alta e più controlli
Quest’ultimo episodio dimostra come l’attenzione resti altissima attorno al marchio e ai suoi prodotti. Il rischio di un furto alla Pinarello non è mai da sottovalutare, soprattutto considerando il valore economico e simbolico delle biciclette prodotte dall’azienda.
Il ringraziamento alle forze dell’ordine da parte di Fausto Pinarello evidenzia l’importanza dei controlli sul territorio e della prevenzione. In un contesto in cui il mercato nero delle biciclette continua a esistere, la collaborazione tra aziende e autorità resta fondamentale.















