Gen Z e lavoro: qualità, crescita e flessibilità guidano le nuove scelte
Gen Z e mondo del lavoro stanno vivendo una trasformazione profonda. Le nuove generazioni stanno cambiando il modo di scegliere un’azienda, di costruire un percorso professionale e di immaginare la carriera. Non è più soltanto lo stipendio a fare la differenza: entrano in gioco qualità dell’ambiente, opportunità di crescita, relazioni umane, flessibilità e benessere personale. A questo si aggiunge una caratteristica ormai evidente: i giovani cambiano posto di lavoro con una frequenza sempre maggiore, mediamente ogni tre o quattro anni.
Questi temi sono stati al centro dell’incontro “È tutto un altro lavoro”, promosso a Treviso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e dalla mandamentale di Treviso, prendendo spunto dal libro Quello che i giovani (non) dicono. E gli adulti (non) capiscono del sociologo Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova.
La Gen Z cerca aziende che siano una comunità
La ricerca evidenzia come i giovani valutino il lavoro attraverso criteri molto diversi rispetto alle generazioni precedenti. Oltre alla possibilità di costruire una carriera o di crescere professionalmente, assumono sempre maggiore importanza la creatività, gli stimoli quotidiani e perfino l’estetica dell’azienda.
Per la Gen Z l’impresa ideale è una comunità nella quale contano le relazioni umane, la condivisione dei valori aziendali e un corretto equilibrio tra vita privata e lavoro. Tra gli elementi considerati nella scelta rientrano anche aspetti pratici come la vicinanza a casa e la possibilità di gestire con maggiore autonomia il proprio tempo grazie a orari flessibili.
Le aspettative dei giovani sono cambiate
Secondo Daniele Marini, le aspettative delle nuove generazioni sono profondamente diverse rispetto al passato. L’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali modifica il modo di osservare la realtà e accelera le aspettative nei confronti del lavoro.
L’idea della tradizionale “gavetta” perde sempre più forza. I giovani desiderano raggiungere rapidamente nuovi obiettivi professionali e sono costantemente alla ricerca di stimoli differenti. Anche quando si trovano bene in un’azienda, non esitano a cambiare occupazione se ritengono che un’altra esperienza possa offrire maggiori opportunità.
Marini sottolinea inoltre come oggi il potere contrattuale sia sempre più nelle mani delle nuove generazioni, che possono scegliere con maggiore libertà l’impresa nella quale lavorare.
La sfida per le imprese e il mondo dell’artigianato
Il cambiamento coinvolge in modo particolare il comparto artigiano. I presidenti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e della mandamentale di Treviso, Armando Sartori e Flavio Romanello, hanno ricordato come Treviso occupi il quattordicesimo posto nell’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025 per capacità di attrarre, trattenere e sostenere le nuove generazioni.
Nonostante questo risultato, resta significativo il divario tra domanda e offerta di lavoro. Per il mese di giugno 2026 le imprese trevigiane prevedono 3.940 nuove assunzioni, delle quali oltre un terzo riguarda giovani lavoratori. Un dato che evidenzia quanto sia fondamentale riuscire ad attrarre e fidelizzare le nuove generazioni.
Raccontare l’azienda diventa decisivo
Secondo la psicologa d’impresa Francesca Gazzola, oggi non basta più presentare ciò che produce un’azienda. I giovani cercano informazioni soprattutto attraverso i social network e il passaparola per capire quale sia realmente il clima lavorativo.
Le imprese sono chiamate a raccontare la propria quotidianità, mostrando autenticità, disponibilità all’ascolto e apertura al dialogo. La Gen Z apprezza ambienti nei quali sia possibile ampliare continuamente le proprie competenze attraverso una crescita orizzontale, senza rinunciare alla possibilità di costruire una carriera. Proprio questa continua ricerca di nuove opportunità contribuisce all’elevata mobilità lavorativa che preoccupa molti imprenditori.
Il dialogo tra generazioni resta una delle principali sfide
Anche le imprese riconoscono le difficoltà di comunicazione con i più giovani. Gabriele Vazzoler, imprenditore e presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, ha spiegato come sia stato necessario rivedere il modo di relazionarsi con i nuovi lavoratori, privilegiando l’ascolto.
Tra le differenze più evidenti emerge la rapidità con cui molti giovani immaginano di poter avviare una propria attività. In alcuni settori, come quello del ferro battuto, però, il valore del lavoro nasce dall’esperienza, dalle competenze acquisite nel tempo e dalla qualità della lavorazione artigianale, elementi che richiedono un percorso di crescita graduale.
Colloqui sempre più orientati ai valori aziendali
Per Daniele Marini gli adulti faticano spesso a cogliere i cambiamenti culturali portati dalla Gen Z. Le nuove aspettative non vengono sempre dichiarate apertamente, ma emergono nelle modalità con cui i giovani affrontano il lavoro.
Anche il colloquio di selezione cambia funzione: non rappresenta più soltanto un momento di valutazione del candidato, ma diventa l’occasione per presentare l’identità dell’azienda, i suoi valori e le prospettive di crescita offerte.
Le nuove generazioni ricercano un maggiore equilibrio personale e professionale, privilegiando benessere, soddisfazione e percorsi di sviluppo costruiti attraverso un dialogo continuo. Quando le risposte dell’azienda tardano ad arrivare, i giovani tendono a rivolgersi rapidamente verso nuove opportunità.
Il futuro del mercato del lavoro passa dalla Gen Z
Sul mercato del lavoro incidono anche fattori demografici come il calo della natalità e il progressivo invecchiamento della popolazione, con l’uscita dei baby boomers dal mercato occupazionale. Secondo un’elaborazione di Veneto Lavoro, per mantenere l’attuale equilibrio occupazionale serviranno almeno 189 mila nuovi lavoratori, di cui 109 mila nella fascia tra 15 e 64 anni e altri 80 mila over 64.
In questo scenario investire sulla Gen Z rappresenta una scelta strategica. Anche quando un giovane decide di cambiare azienda, può contribuire a rafforzarne la reputazione attraverso l’esperienza maturata. Il cambiamento generazionale procede con grande velocità e, come evidenziato durante il confronto, la nuova normalità del mercato del lavoro è proprio il cambiamento continuo.















