Il velodromo s’ha da finire. Lo dice Renato Di Rocco

Il velodromo s’ha da finire. Lo dice Renato Di Rocco

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Il cantiere del velodromo è fermo da qualche settimana. La Pessina sta attraversando un momento di crisi. Ma Renato Di Rocco, presidente nazionale della FCI rassicura tutti. A Treviso l'opera tanto attesa dal mondo del ciclismo non può rimanere una incompiuta.

“Ho fiducia nella Federazione Ciclistica e nel mio presidente, Renato Di Rocco, che risolverà il problema. Si deve trovare assolutamente un accordo anche con il nuovo commissario, perché il nostro presidente Renato Di Rocco qui a Treviso si gioca la faccia. Le cose nella Marca Trevigiana, che siano ciclistiche o non ciclistiche (nella provincia più ciclistica e laboriosa d’Italia) non vengono lasciate a metà”. Lancia il primo assist Giorgio Dal Bo, presidente del comitato provinciale trevigiano della Fci. Fiducioso appunto che il vertice massimo della FCI non lascerà deluso il mondo delle due ruote. Assist subito raccolto da Renato Di Rocco. “Lo ha affermato anche il sottosegretario allo sport Giancarlo Giorgetti domenica a Cima Grappa, parlando proprio della situazione velodromo. E un problema delle aziende che lavorano nel settore dell’edilizia e che sono in crisi”. Ma come pensate di risolvere il problema velodromo, quali le soluzioni e le strade ?: “Dobbiamo attende le decisioni e le disposizioni del commissario incaricato alla procedura concorsuale, non appena si renderà o si renderanno disponibili ed operativi. A noi, come Federazione Ciclistica, non è ancora dato sapere con certezza chi siano esattamente, attendiamo notizie in merito. Dubito che si ci siano prima di fine agosto. Al momento i lavori sono sospesi, il cantiere è chiuso temporaneamente e i 5 milioni di euro - sottolinea Di Rocco - sono già spesi per l’opera. Mi spiego per chi ancora non l’avesse capito. Sono stati utilizzati 5 milioni di euro finora, dei quasi trenta che abbiamo a disposizione per la costruzione della infrastruttura. E si possono verificare anche visivamente nelle opere realizzate finora. Le fondamenta e tanto altro, i sottoservizi e ciò che serve per gettare le basi di una struttura di quelle dimensioni. Insomma ci sono 5 milioni di opere già realizzate”. “Gli stati di avanzamento dei lavori sono certificati dal direttore dei lavori e gestiti dal Rup (dirigente amministrativo che si occupa della procedura e in questo caso corrisponde alla persona di Maria Cristina Gabriotti, segretaria generale della FCI ) che liquida i fondi sulla base delle indicazioni e delle relazioni degli stati di avanzamento dei lavori e appunto ribadisco certificati dal direttore lavori dell’impresa. Il futuro dipende dai commissari. E noi attendiamo fiduciosi. Qualora invece si dovesse aprire una controversia con l’azienda, la Pessina, i tempi sarebbero lunghissimi e si rischierebbe di andare a nuovo bando europeo. Non ci resta che attendere le decisioni dei commissari anche per verificare le possibili strade da percorrere”. La politica come può entrare in gioco ?: “Questo è un appalto pubblico europeo e il governo in questo caso può solo spingere e sollecitare i commissari a proseguire l’opera . La FCI ha in “saccoccia” i soldi e mano a mano che proseguono i lavori eroga appunto i contributi a Pessina per completare le opere. Il problema si porrà per la gestione successiva perché la Pessima aveva firmato per 50 anni di gestione. Poi ci può essere l’ipotesi di una eventuale sostituzione di gestione, un eventuale passaggio di mano, ma cercheremo di capire le varie ipotesi all’orizzonte mano a mano che si dipana la matassa burocratica. Comunque siamo fiduciosi, nulla è perso. E’ solo questione di tempo, al massimo un anno ma non lasceremo a Treviso un’opera incompiuta”. E’ fiducioso insomma il numero uno della FCI nazionale e porta l’esempio di Montichiari : “Quella era un’opera che non prevedeva la copertura e siamo
Riusciti a farla coprire. A Spresiano comunque la gran parte del lavoro è stata realizzata, parlando di fondamenta e sotto servizi. Le restanti parti sono solo attività di montaggio, dalla pista in legno alla tettoia e tanto altro. Lavori che vengono fatti in esterna. Poi passeremo a discutere anche della gestione. Per la Pessima era stato nominato Roberto Amadio che aveva incarico di fare un business plan e per noi era un interlocutore importante. Ribadisco, ne riparleremo a settembre”

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