interno dell'impianto di Fusina
interno dell'impianto di Fusina

L’incontro tecnico svoltosi oggi a Roma sul progetto di aggiornamento tecnologico del polo impiantistico di Fusina ha di fatto confermato l’impostazione proposta dall’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, e condivisa dal ministro Sergio Costa: nel prosieguo dell’iter autorizzativo, la prossima conferenza di servizi considererà solo le due linee “convenzionali” dell’inceneritore, scorporando la terza, quella relativa al trattamento dei fanghi di depurazione urbana potenzialmente contaminati dai PFAS. 

La Linea 3, pertanto, dovrà seguire un percorso tecnico scientifico diverso dall’adeguamento tecnologico delle attuali linee già esistenti in quanto, pur essendo condivisa la necessità di trattare i PFAS, tale operazione dovrà essere effettuata con tecnologie preventivamente validate dalla comunità scientifica nazionale.  Nell’incontro, quindi, è stato stabilito che, prima di effettuare i passaggi autorizzativi, saranno coinvolti, per le scelte tecnologiche, gli enti del sistema nazionale sanitario e di protezione ambientale, al fine di accompagnare gli enti territoriali nelle politiche strategiche future sui trattamenti degli inquinanti emergenti.

“L’odierno tavolo composto da tecnici del Ministero e della Regione ha continuato a lavorare nel clima di collaborazione e condivisione del percorso instaurato nelle settimane scorse – ha sottolineato Bottacin –. Noi veneti ben comprendiamo l’utilità di trattare e rendere inerti sostanze come i PFAS, ma prima di procedere in tal senso dobbiamo acquisire maggiori certezze sulle tecniche da mettere in atto. Con assoluto buon senso, pertanto, abbiamo sospeso la procedura sulla nuova linea e richiesto agli enti scientifici nazionali il supporto necessario: prima di procedere con l’eventuale autorizzazione di impianti di queste dimensioni, vogliamo conoscere ogni possibile conseguenza derivante dalla loro attività sul piano ambientale, scongiurando innanzitutto rischi per la salute dei cittadini”.

Da par suo Veritas esprime grande soddisfazione per l’esito del tavolo tecnico. “E’ un’ottima notizia – commenta il presidente di Veritas, Vladimiro Agostini – sul cui esito non abbiamo mai dubitato. Desidero ringraziare la Regione del Veneto, in particolare l’assessore Bottacin, per le modalità con cui è stata condotta l’istruttoria, anche nelle fasi più politiche, e le Amministrazioni comunali del nostro territorio, che hanno bene valutato le nostre necessità impiantistiche e supportato un progetto che mai è stato pensato per ricavare profitto o fare gli interessi di qualcuno, ma esclusivamente per garantire l’interesse pubblico del sistema di smaltimento dei rifiuti. Ricordo solo che stiamo parlando solo 15% dei rifiuti raccolti nel nostro territorio, dal momento che l’82% è avviato al riciclo. Noi siamo soddisfatti per questo risultato, ma soprattutto dovrebbero esserlo i cittadini, perché in questo modo allontaniamo dal nostro territorio ogni rischio di crisi o emergenze legati allo smaltimento dei rifiuti, in particolare del rifiuto secco residuo, che ora siamo costretti a inviare in impianti in Lombardia, con aumento dei costi e dell’inquinamento dovuto al traffico dei camion sulle strade. Ancora una volta, voglio rassicurare tutti i cittadini, pure quelli che hanno agitato immotivate paure e, fino all’ultimo, hanno contestato l’impianto, anche diffondendo notizie false. Il progetto che è stato esaminato dal tavolo tecnico è perfettamente sicuro e a norma per quanto riguarda il rispetto della salute delle persone e dell’integrità del territorio. Ogni paura sarà completamente fugata con il passare delle settimane, quando tutti i cittadini (anche quelli che fino a oggi hanno preferito schierarsi senza informarsi) potranno accorgersi del totale rispetto dell’ambiente e dell’assoluta conformità del nostro impianto a ogni normativa”.

“Il programma che Veritas ha preparato – e che anche il tavolo tecnico ha ritenuto corretto, dopo il voto unanime della Commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale, proseguono da Veritas – prevede la sospensione della realizzazione della terza linea (utilizzata per essiccare i fanghi da depurazione civile, cioè gli scarichi dei nostri wc) in attesa appunto di affinare la tecnologia e condividere ogni passaggio tecnico con le Autorità e il Comitato tecnico-scientifico.

Comunque, Veritas ricorda che la terza linea è stata progettata per sostituire la prima, senza quindi superare la massima capacità autorizzata dell’impianto.
E’ stata studiata per risolvere il problema dello smaltimento dei fanghi da depurazione civile, che fino a qualche anno fa venivano utilizzati nei campi come concime ma per i quali ora non esistono discariche sufficienti ad accoglierli tutti. Si tratta di un tema estremamente delicato, che in Paesi europei anche molto vicini a noi (Austria e Svizzera, ad esempio) hanno superato con la termovalorizzazione con recupero di energia a temperature superiori a 1.000°”.