Intelligenza artificiale, Sergio Mattarella, Cotec Europa
Mattarella accolto a Venezia dal sindaco Venturini e dal presidente del Veneto Stefani

Intelligenza artificiale al centro del XIX Simposio Cotec Europa

L’intelligenza artificiale tema principale del XIX Simposio Cotec Europa, ospitato presso la Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Un appuntamento che ha riunito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il re di Spagna Felipe VI e il presidente del Portogallo António José Seguro per discutere le trasformazioni che le nuove tecnologie stanno producendo nel mercato del lavoro, nell’economia e nella società.

L’edizione 2026 del Simposio ha avuto come tema “Rethinking Work in the Age of AI: Transformation, Opportunity and Governance”, ponendo al centro dell’attenzione le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, ma anche le sfide che istituzioni e governi europei saranno chiamati ad affrontare nei prossimi anni.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle fondazioni Cotec di Italia, Spagna e Portogallo, insieme a esponenti del mondo accademico, della ricerca e dell’industria, in un confronto dedicato agli effetti dell’IA sulla competitività europea e sulla tutela dei diritti dei cittadini.

Christine Lagarde: “L’intelligenza artificiale va regolamentata”

Tra gli interventi più attesi quello della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che ha sottolineato l’importanza di accompagnare l’evoluzione tecnologica con un quadro normativo adeguato.

Secondo Lagarde, l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare processi e produttività, ma al tempo stesso richiede regole condivise per evitare utilizzi pericolosi o distorsioni capaci di produrre effetti negativi sulla società e sull’economia.

La presidente della BCE ha evidenziato come l’IA sia destinata a trasformare profondamente anche il settore finanziario, creando nuove prospettive di sviluppo ma imponendo una riflessione sulle responsabilità di governi e istituzioni nel guidare il cambiamento.

Felipe VI: “L’Europa non può permettersi di arrivare tardi”

Nel suo intervento, il re di Spagna Felipe VI ha richiamato l’attenzione sulla necessità che l’Europa affronti la rivoluzione digitale senza rinunciare ai principi che ne hanno caratterizzato la storia politica e culturale.

Il sovrano ha ribadito che il futuro tecnologico del continente deve essere costruito nel rispetto delle libertà, delle leggi e della tradizione umanista europea. Un richiamo che si accompagna alla consapevolezza della rapidità con cui stanno avanzando le nuove tecnologie.

Secondo Felipe VI, il rischio maggiore è quello di accumulare ritardi strategici. In un contesto globale sempre più competitivo, arrivare tardi significa infatti dipendere dalle decisioni prese da altri attori internazionali.

Il re ha inoltre ricordato che innovazione, competizione economica e tensioni geopolitiche sono ormai sfide che si giocano su scala continentale. Per questo motivo, la sola dimensione nazionale non è più sufficiente per affrontare il cambiamento.

Pur riconoscendo il contributo che l’intelligenza artificiale può offrire in termini di efficienza e crescita economica, Felipe VI ha evidenziato la necessità di strumenti normativi capaci di evitare effetti indesiderati come la concentrazione della ricchezza, l’aumento delle disuguaglianze e il possibile peggioramento delle condizioni di lavoro.

Mattarella: “L’IA è una sfida decisiva per le democrazie”

A chiudere il Simposio è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito l’intelligenza artificiale una delle questioni più rilevanti del nostro tempo.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato come l’IA stia modificando profondamente il modo di apprendere, lavorare e organizzare la società, incidendo con velocità crescente sulla ricerca scientifica, sulla scuola, sulla pubblica amministrazione e sull’accesso alle informazioni.

Mattarella ha posto l’accento sulle conseguenze sociali della trasformazione tecnologica, richiamando il rischio di un ampliamento delle disuguaglianze tra chi possiede capitali, infrastrutture e competenze avanzate e chi invece potrebbe restarne escluso.

Secondo il presidente della Repubblica, l’intelligenza artificiale può diventare un potente acceleratore dello sviluppo economico e dell’innovazione, ma allo stesso tempo potrebbe creare nuovi divari sociali e rafforzare la concentrazione del potere nelle mani di pochi grandi soggetti privati.

Europa chiamata a decisioni concrete sull’intelligenza artificiale

Dal confronto emerso a Venezia appare chiaro come la rivoluzione tecnologica rappresenti una sfida comune per l’intera Europa. Le opportunità offerte dall’IA sono enormi, ma richiedono una governance efficace per garantire crescita economica, tutela dei diritti e coesione sociale.

Il messaggio condiviso dai protagonisti del XIX Simposio Cotec Europa è che il cambiamento non deve essere ostacolato né demonizzato. Al contrario, deve essere accompagnato da regole, investimenti e strategie capaci di valorizzarne i benefici limitandone i rischi.

L’Unione Europea, secondo quanto emerso durante i lavori, è chiamata a compiere un salto di qualità, passando dai principi alle azioni concrete. In questo scenario, l’intelligenza artificiale diventa il terreno su cui si giocheranno competitività, innovazione e sviluppo sociale nei prossimi anni.