I Carabinieri smantellano una centrale di spaccio di droga
I Carabinieri smantellano una centrale di spaccio di droga

Nel pomeriggio del 9 ottobre, a Noventa di Piave, i Carabinieri della locale Stazione, coadiuvati dai militari delle Stazioni di Eraclea e di Meolo, del 4° Btg. Carabinieri Veneto e da due unità cinofile dei Carabinieri di Torreglia, hanno dato esecuzione ad un decreto di perquisizione – emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia – nei confronti di un 49enne, un 28enne, una 44enne e una 25enne, tutti di origini albanese, in quanto sospettati di detenere, ai fini spaccio, sostanze stupefacenti. 

Le indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria veneziana, hanno permesso di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, si sarebbero resi responsabili di un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti – principalmente cocaina – reiterata da tempo e destinata a rifornire una cospicua quantità di consumatori nella zona del sandonatese utilizzando, quale piazza di vendita, un esercizio pubblico dove gli stessi lavoravano. 

Nella circostanza, a seguito delle perquisizioni personali e locali, all’interno delle loro abitazioni sono stati complessivamente rinvenuti, grazie anche al fiuto dei cani antidroga, circa gr. 470 di sostanza stupefacente di tipo cocaina, 400 gr. dei quali suddivisi in 3 panetti, oltre un Kg di marijuana in parte suddivisa già in dosi da circa un etto, un pezzo di hashish da oltre gr. 100, materiale per il confezionamento dello stupefacente, una pistola scacciacani priva di tappo rosso e la somma in contanti di € 5.190 ritenuta provento dell’attività illecita di spaccio, tutto sottoposto a sequestro. 

Anche l’esercizio pubblico è stato sottoposto a sequestro, essendone stato accertato l’utilizzo per commettere materialmente e funzionalmente il reato.

Le persone arrestate sono state portate presso la Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia e la Casa di Reclusione Femminile di Venezia-Giudecca ad eccezione di una delle due donne, che è stata sottoposta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.  

Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.