Si è celebrata questa mattina, per il settimo anno consecutivo, la “Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, promossa dalla Regione Veneto e realizzata da Avviso Pubblico in collaborazione con Libera Veneto.

La Giornata, moderata dal Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo Romani, si è aperta con i saluti istituzionali di Roberto CiambettiPresidente del Consiglio regionale del VenetoCristiano Corazzari, Assessore regionale al territorio, cultura e sicurezza, Paolo Galeano, sindaco di Preganziol e Coordinatore regionale di Avviso Pubblico e di Marco Lombardo, Referente regionale di Libera Veneto.

Dopo i saluti istituzionali gli studenti e le studentesse delle 14 scuole – due per ogni provincia veneta – partecipanti al progetto hanno presentato i diversi lavori prodotti sulla storia di una vittima innocente di mafia ma anche sulla vita di alcuni testimoni di giustizia come quella dell’imprenditore di Lamezia Terme, Rocco Mangiardi.

Dopo la presentazione degli elaborati delle scuole si è svolta la celebrazione del Premio “Legalità e sicurezza” – Edizione 2022, con la lettura dei nomi dei 14 vincitori di questa settima edizione (consutabili nel file in allegato).

La Giornata Regionale si è conclusa con le parole del Procuratore della Repubblica di Venezia, Bruno Cherchi: “Io non partecipo a molte iniziative pubbliche ma la Giornata di oggi, alla quale sapevo che avrebbero partecipato tantissimi giovani, volevo esserci per portare il mio piccolo contributo”.

“Ho guardato alcuni dei profondi e importanti lavori che sono stati presentati e sono rimasto colpito dalle attività per il contrasto alla criminalità organizzata mafiosa che avete portato avanti. Purtroppo nel Veneto ci siamo resi conto troppo tardi dell’esistenza delle mafie – ha ribadito il Procuratore Cherchi – Qui le mafie sono presenti da almeno vent’anni, soprattutto nei piccoli centri, nelle piccole e medie imprese, che hanno favorito una prima infiltrazione, oggi divenuta presenza come dimostrano le diverse misure cautelari, tutte confermate nei gradi successivi di controllo, di tre importanti processi alle mafie, in particolare contro l’’ndrangheta e la camorra. Perché ci siamo mossi tardi? Perché le mafie in Veneto non uccidono ma tendono a riciclare denaro sporco e quindi sono poco visibili e non creano un problema di ordine pubblico. Ci siamo mossi tardi tutti nel contrasto alle mafie e ancora oggi dovremmo chiederci perché non riusciamo a frenare l’espansione delle mafie. Servono più uomini e mezzi per rispondere seriamente ad un’attività di contrasto ma serve anche il vostro impegno e che ognuno faccia la sua parte. Per questo concludo con un appello rivolto a voi, “Ragazzi, non lasciatevi condizionare da quello che appare ma cercate sempre di approfondire, di partecipare. La vostra partecipazione culturale è fondamentale per sconfiggere le mafie”.