Un nuovo campo da basket, ma soprattutto uno spazio restituito al quartiere e ai suoi giovani. Il campetto da basket del Parco Emmer di Marghera ha aperto ufficialmente le porte lunedì 28 settembre con una giornata che ha unito sport, riqualificazione urbana, street art e partecipazione. A inaugurare il playground è stata la prima edizione del Torneo Nave de Vero, con protagonisti gli Under 15 di Basket Mestre 1958 e Basket Riviera.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Venezia, Basket Mestre 1958 e Nave de Vero. Tre realtà differenti che hanno condiviso un obiettivo: recuperare uno spazio urbano e trasformarlo in un luogo nel quale praticare sport, incontrarsi e vivere il quartiere. Un’iniziativa che assume un significato particolare anche per Basket Mestre, presente all’inaugurazione con la prima squadra che milita nel campionato nazionale di Serie A2.
Campetto da basket del Parco Emmer, il primo torneo è dedicato ai giovani
Il battesimo del nuovo campo non poteva che avvenire con il pallone a spicchi. La prima edizione del Torneo Nave de Vero ha portato sul parquet gli Under 15 del Basket Mestre 1958 e del Basket Riviera, mettendo immediatamente i più giovani al centro dell’iniziativa.
Alla giornata hanno partecipato la vicesindaco del Comune di Venezia Francesca Zaccariotto, la consigliera delegata alla Street Art Paola Mar, il presidente della Municipalità di Marghera Teodoro Marolo, la direttrice del Centro Commerciale Nave de Vero Giulia Porcu e il presidente del Basket Mestre 1958 Filippo Caprioglio.
La presenza della prima squadra mestrina ha inoltre permesso ai ragazzi di condividere il pomeriggio con i giocatori che stanno affrontando il campionato di Serie A2.
Al termine delle partite sono arrivate anche le premiazioni. Grazie al sostegno di Nave de Vero sono stati messi a disposizione due riconoscimenti destinati all’attività sportiva giovanile: un buono spesa da 500 euro alla squadra vincitrice e uno da 200 euro all’MVP della formazione avversaria.
Zaccariotto: «Uno spazio che favorisce relazioni e senso di appartenenza»
Il significato dell’intervento va però oltre la realizzazione di un nuovo impianto sportivo. A sottolinearlo è stata la vicesindaco Francesca Zaccariotto.
«Per l’Amministrazione comunale è importante continuare a riqualificare gli spazi della città e, in particolare, quelle aree che possono diventare luoghi di incontro e di socialità per i nostri ragazzi».
L’idea è che il campo non rimanga soltanto una struttura nella quale giocare a basket, ma possa diventare un punto di riferimento quotidiano.
«Un campetto sportivo rinnovato non è soltanto un luogo dove praticare attività fisica, ma uno spazio che può favorire relazioni, aggregazione e senso di appartenenza», ha aggiunto Zaccariotto.
La vicesindaco ha quindi indicato proprio nella collaborazione tra pubblico, sport e privati uno degli elementi centrali dell’operazione.
«Interventi come quello realizzato al Parco Emmer dimostrano quanto sia importante lavorare insieme, mettendo in rete istituzioni, realtà sportive e soggetti privati, per restituire ai cittadini luoghi belli, curati e vissuti dalla comunità».
Marolo: «Un’opportunità concreta per Marghera»
La riqualificazione interessa un parco già frequentato quotidianamente dagli abitanti della zona. Per questo il presidente della Municipalità di Marghera, Teodoro Marolo, considera il nuovo playground un intervento capace di incidere direttamente sulla vita del quartiere.
«Per Marghera questo intervento rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare uno spazio del quartiere e renderlo ancora più vivo e fruibile», ha spiegato.
«Il Parco Emmer è un luogo frequentato da famiglie, giovani e cittadini e poter contare su un campetto rinnovato significa offrire nuove occasioni di incontro, sport e socialità».
Il basket diventa quindi lo strumento attraverso il quale riportare persone e attività in uno spazio pubblico riqualificato.
Sport e street art insieme al Parco Emmer
C’è poi una caratteristica che rende riconoscibile il nuovo campetto da basket del Parco Emmer: l’incontro con la street art. Il playground è stato infatti arricchito dal contributo di un artista urbano, trasformando il terreno di gioco anche dal punto di vista visivo.
Un elemento sottolineato dalla consigliera delegata alla Street Art Paola Mar.
«Il progetto del Parco Emmer dimostra ancora una volta quanto la collaborazione tra sport, riqualificazione urbana e arte possa contribuire a trasformare e valorizzare gli spazi della città».
L’obiettivo è portare l’arte fuori dagli spazi tradizionalmente destinati alle esposizioni e inserirla nei luoghi vissuti ogni giorno.
«Il lavoro degli artisti negli spazi pubblici è ormai diventato un punto di forza e un elemento di riconoscibilità del nostro territorio e portare l’arte anche negli spazi dedicati allo sport e ai giovani significa renderla parte della vita quotidiana della comunità», ha aggiunto Mar.
Porcu: «Restituiamo al quartiere un luogo dedicato all’incontro»
Un ruolo determinante nella realizzazione dell’intervento è stato svolto da Nave de Vero, che dalla stagione 2026/27 ha scelto di affiancare Basket Mestre 1958 sostenendo anche progetti rivolti al territorio.
La direttrice del centro commerciale, Giulia Porcu, ha inserito l’intervento all’interno di un percorso più ampio.
«La riqualificazione del Parco Emmer rappresenta un nuovo passo nel percorso di responsabilità sociale che Nave de Vero porta avanti insieme al Comune di Venezia, con l’obiettivo di contribuire in modo concreto alla qualità degli spazi condivisi e alla vita della comunità».
La scelta di intervenire sul playground punta quindi a lasciare al territorio qualcosa destinato a rimanere oltre la singola giornata inaugurale.
«La nuova piazza di basket, arricchita dal contributo di uno street artist, restituisce al quartiere un luogo dedicato allo sport, all’incontro e alla socialità», ha spiegato Porcu.
Il Torneo Nave de Vero ha rappresentato il modo scelto per inaugurarlo coinvolgendo immediatamente i ragazzi.
«Siamo particolarmente felici che l’inaugurazione sia stata accompagnata dal torneo organizzato da Basket Mestre, una realtà sportiva radicata nel territorio, che ha reso questa giornata ancora più partecipata e significativa».
Caprioglio: «Basket Mestre vuole andare al di là del campo»
Il progetto assume un significato particolare anche per Basket Mestre 1958. Il club sta infatti cercando di accompagnare la propria attività agonistica con una presenza sempre più stretta nel territorio.
Il presidente Filippo Caprioglio ha insistito proprio su questo aspetto.
«Essere parte di una sinergia con l’Amministrazione Comunale e il Centro Commerciale Nave de Vero in un progetto non solamente sportivo ma anche di riqualificazione urbana è un segno tangibile di come Basket Mestre intenda essere una società che va al di là del campo e del giocato».
Per Caprioglio, l’attività di una società sportiva non può quindi esaurirsi nelle partite della prima squadra.
«Vogliamo essere sensibili al contesto sociale e urbano, che sono essenziali per aumentare la qualità del vivere», ha sottolineato il presidente.
Da qui anche il valore attribuito alla collaborazione avviata con Nave de Vero.
«La partnership con Nave de Vero è importante proprio per questo aspetto: auspichiamo si consolidi con iniziative di questo tipo che dimostrano la sensibilità al territorio».
Dal basket professionistico al playground di quartiere
L’immagine della giornata è così quella di due dimensioni del basket che si incontrano nello stesso luogo. Da una parte la prima squadra di Basket Mestre, protagonista in Serie A2; dall’altra gli Under 15 che hanno inaugurato il nuovo campo e, soprattutto, i ragazzi di Marghera che da oggi potranno utilizzare uno spazio rinnovato.
Il Torneo Nave de Vero ha rappresentato soltanto il primo appuntamento. Il risultato più importante dell’intervento è invece destinato a misurarsi nel tempo: quante persone utilizzeranno il campo, quanti ragazzi lo trasformeranno in un punto di ritrovo e quanto il playground riuscirà a diventare parte della vita quotidiana del quartiere.
Il campetto da basket del Parco Emmer nasce proprio con questa prospettiva. Basket, arte urbana e riqualificazione diventano strumenti per recuperare uno spazio e restituirlo alla comunità. Il primo pallone è stato alzato dagli Under 15, ma la sfida vera comincia adesso: fare in modo che quel campo rimanga vivo, frequentato e riconosciuto come un luogo di Marghera.
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