In relazione alle dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali apparse sulla stampa locale negli ultimi giorni rispetto ai costi di realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, gli uffici tecnici della Regione del Veneto hanno inviato oggi una nota ufficiale, precisando quanto segue:

“Stupisce che gli argomenti ancora oggi utilizzati da alcuni consiglieri regionali per parlare della Pedemontana Veneta – infrastruttura che, pur non essendo stata ancora completamente ultimata e posta in esercizio, ha ampliato le opportunità di una delle parti economicamente più dinamiche del territorio veneto – siano ancora i costi per la Regione del funzionamento dell’infrastruttura, che già erano stati previsti, commentati e resi ampiamente noti nel 2017, al momento dell’approvazione della rimodulazione della concessione con il concessionario.

Per chiarezza e trasparenza, riassumiamo esattamente quanto avvenuto. La Regione è intervenuta al termine della gestione commissariale dell’opera per cercare di portare a termine la nuova strada, fortemente voluta dal territorio, che all’epoca era stata realizzata per il 25%. Nelle trattative la Regione ha ottenuto la riduzione dei ricavi del concessionario nei 39 anni di oltre 10 miliardi di euro e nel contempo ha concesso un contributo aggiuntivo di 300 milioni di euro per rendere l’opera bancabile. I ricavi da pedaggio vengono incassati dalla Regione e si paga un canone di disponibilità al concessionario. A regime le stime confermano che le entrate dei pedaggi parificheranno il costo del canone e nei 39 anni della durata della concessione il saldo sarà positivo. Al momento dell’approvazione in Consiglio regionale nel 2017 era stato ampiamente argomentato a tutti i consiglieri che tuttavia i primi 10 anni sarebbero stati in perdita per il normale e prevedibile avvio dell’utilizzo dell’infrastruttura, così detto rump-up, consegnando proprio la tabella della professoressa della Bocconi, Veronica Vecchi, che oggi è tornata alla ribalta.

Quindi nella proposta di bilancio regionale è prevista unicamente la perdita, non preventivabile allora, derivante dalla mancata ultimazione dell’attacco di Pedemontana alla A4 a Montecchio Maggiore, lavori condotti dalla società Brescia-Padova fortemente in ritardo. Da sottolineare che gli stessi erano iniziati molto prima di Pedemontana Veneta. Va ricordato che la Regione ha perseguito ogni via possibile al fine di completare le opere in tempi compatibili con l’apertura di Pedemontana, anche proponendosi come realizzatore diretto. Purtroppo non è stata accolta la proposta con conseguente perdita annua di flussi di traffico e relative entrate, stimata in circa il 13%. Per il 2023 la società Brescia-Padova ha comunicato che sta lavorando per concludere il tutto entro luglio del prossimo anno.

Le condizioni erano pertanto tutte pubblicamente note. Non si può far finta di ignorarle rispetto all’interesse, nel 2017, di mandare avanti l’opera (opera che, diversamente, avrebbe rischiato di essere bloccata con un enorme danno ambientale), e poi strumentalmente porre l’accento sul tema quando oramai Pedemontana è ultimata”.