Pedemontana: opere complementari a rischio

Pedemontana: opere complementari a rischio

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Un ricatto: così il Covepa (Coordinamento veneto Pedemontana Alternativa), contrario alla Pedemontana, definisce la relazione della Corte dei Conti sull’infrastruttura.

Dopo aver letto il dossier Elvio Gatto e Matilde Cortese, del coordinamento, sottolineano le due principali criticità. «La prima riguarda i fondi da destinare alle opere complementari. La seconda invece costituisce un vero e proprio rimbrotto nei confronti di molti enti locali coinvolti dal tracciato. Enti cui sono state indirizzate alcune richieste specifiche di chiarimento e per le quali, a giudizio dell'estensore non sono giunte dai diretti interessati risposte adeguate».

Per le opere complementari, secondo i due esponenti del Covepa, i fondi non ci sono: e la cosa non è propriamente secondaria. Se così fosse, cioè se le opere complementari non trovassero copertura per i sindaci trevigiani sarebbero durissima.

Stefano Marcon, sindaco di Castelfranco: «L'argomento interessa tutta la provincia: e da subito mi relazionerò con i funzionari dell'ente per approfondire le osservazioni della Corte dei Conti». Atteggiamento attendista anche per i comuni dell'Unione della Marca occidentale (ovvero Vedelago, Riese, Loria e Resana) in attesa di comunicazioni ufficiali.

Più tranquillo il sindaco di Montebelluna Marzio Favero «perché l'opera compensativa, ovvero la realizzazione del sotto passo ferroviario in centro città dal costo di dieci milioni di euro, risulta finanziata. Rispetto al tema generale, occorre capire meglio di cosa si parla, perché già in passato rilievi ritenuti importanti si sono rivelati bolle di sapone, tanto che poi è sceso in silenzio di tomba. Piuttosto invece sarebbe interessante analizzare come mai una proposta di variante al casello, meno impattante e con i cui risparmi si sarebbe potuto realizzare il primo pezzo della tangenziale sud sia sta condivisa tra tre comuni (Montebelluna, Volpago, Trevignano)' provincia, regione e commissario e poi invece bocciata dalla commissione Via nazionale».

Ora la partita decisiva delle opere complementari e degli altri importanti chiarimenti sulla sostenibilità della Spv si giocherà il 6 ottobre quando la Corte dei Conti convocherà tutte le parti in causa.

Gian Nicola Pittalis

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