Porto Marghera al centro della strategia europea per le materie prime critiche
Porto Marghera si candida a diventare il primo hub europeo dedicato alle materie prime critiche, rafforzando il ruolo strategico del Veneto nel panorama industriale continentale. Lo scalo industriale marittimo grazie alle sue caratteristiche infrastrutturali e logistiche già esistenti, rappresenta oggi una delle aree più competitive d’Europa per sostenere la trasformazione industriale richiesta dalle nuove sfide economiche e ambientali.
La proposta è stata illustrata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci durante una visita istituzionale nell’area industriale veneziana, alla presenza del presidente Alberto Stefani, del vicepresidente della Commissione europea Stéphane Séjourné, del ministro Adolfo Urso e del sindaco di Venezia Simone Venturini. Al centro del sopralluogo, i 12 ettari di aree industriali messi a disposizione dal Gruppo Eni.
Porto Marghera e il vantaggio competitivo del Nord Est
Secondo quanto evidenziato dall’assessore Bitonci, difficilmente in Europa è possibile individuare un sito che riunisca in un unico sistema un porto internazionale con accesso diretto al Mediterraneo e ai corridoi Baltico-Adriatici, aree industriali già infrastrutturate e immediatamente disponibili, collegamenti ferroviari e autostradali integrati con le principali reti europee, oltre alla presenza della Zona Logistica Semplificata Venezia-Rovigo.
A questi elementi si aggiungono competenze manifatturiere consolidate nel cuore del Nord Est, un patrimonio produttivo che rappresenta un valore aggiunto determinante per lo sviluppo di nuove filiere industriali ad alto contenuto tecnologico.
La trasformazione dell’area, inoltre, non parte da zero. Il percorso di riconversione da storico polo petrolchimico a moderno hub dell’innovazione è già in corso e coinvolge settori strategici come la logistica avanzata, l’economia circolare, la chimica sostenibile, il riciclo e il comparto energetico.
Materie prime critiche: una piattaforma industriale integrata
La proposta avanzata dal Veneto punta alla realizzazione di una piattaforma industriale integrata dedicata all’intera filiera delle materie prime critiche. L’obiettivo è sviluppare un ecosistema capace di gestire tutte le fasi del processo: dall’approvvigionamento al trattamento, dalla raffinazione al riciclo, fino alla trasformazione industriale.
Un progetto che prevede il coinvolgimento di imprese tecnologiche, centri di ricerca e università, favorendo la nascita di un sistema produttivo altamente specializzato e competitivo a livello europeo.
L’ambizione è quella di fare di Porto Marghera non un semplice luogo di stoccaggio, ma una vera piattaforma industriale integrata, in grado di generare innovazione, occupazione qualificata e nuove opportunità di sviluppo economico.
Il nuovo hub multimodale rafforza il progetto
A supporto della candidatura di Porto Marghera si inserisce il nuovo hub multimodale già in costruzione nell’area Montesyndial. Si tratta di un investimento complessivo pari a 500 milioni di euro che interesserà una superficie di 90 ettari.
L’infrastruttura prevede una banchina lunga 1.627 metri, idonea all’attracco di navi Panamax, oltre alla realizzazione di 10 binari ferroviari destinati a potenziare ulteriormente l’intermodalità dell’area. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il completamento degli iter autorizzativi, comprensivi della Valutazione di Impatto Ambientale, elemento che contribuisce a ridurre i tempi necessari all’avvio operativo del progetto.
La disponibilità di aree produttive, la presenza di infrastrutture già esistenti e la convergenza istituzionale rappresentano, secondo la Regione Veneto, fattori decisivi per accelerare il percorso di crescita e attribuire all’iniziativa una dimensione europea.
Porto Marghera guarda al futuro industriale europeo
Il progetto che coinvolge Porto Marghera si inserisce in una visione più ampia di politica industriale, orientata a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nei settori ritenuti essenziali per la competitività e la transizione economica.
La candidatura veneziana punta a valorizzare un patrimonio infrastrutturale già disponibile, evitando la necessità di costruire nuove realtà produttive da zero e accelerando, invece, un processo di trasformazione già avviato.
Le aree industriali sono presenti, i collegamenti logistici risultano consolidati e il percorso autorizzativo per le opere strategiche è stato definito. In questo contesto, Porto Marghera si propone come uno dei principali protagonisti della futura filiera europea delle materie prime critiche, con l’obiettivo di assumere un ruolo centrale nello sviluppo industriale del continente.















