Definita l’intesa per il Nord Italia e sostegno alla filiera veneta
Il prezzo del latte è al centro di un’intesa considerata strategica per assicurare stabilità agli allevamenti in una fase caratterizzata da forti tensioni sui mercati e dall’aumento della produzione lattiera a livello europeo. L’accordo raggiunto rappresenta un punto di riferimento per il comparto lattiero-caseario, offrendo maggiore certezza agli allevatori e introducendo strumenti pensati per garantire trasparenza, equilibrio e una corretta valorizzazione della produzione.
L’intesa è stata raggiunta al termine del tavolo convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per affrontare le principali criticità del settore. All’incontro ha preso parte anche il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.
Accordo sul prezzo latte: i valori previsti nei prossimi sei mesi
L’accordo stabilisce il prezzo base del latte destinato al Nord Italia attraverso un sistema differenziato e introduce un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano, che sarà applicato al termine dell’anno.
Come spiegato dal presidente di Coldiretti Treviso, Giorgio Polegato, il calendario dei corrispettivi prevede:
- 48 centesimi al litro nei mesi di luglio e agosto;
- 49 centesimi al litro a settembre e ottobre;
- 50 centesimi al litro nei mesi di novembre e dicembre.
L’intesa prevede inoltre che venga riconosciuto il 100% del prezzo ai produttori che rispetteranno i quantitativi realizzati nel 2025, anno che ha fatto registrare livelli record di produzione. Le eventuali quantità eccedenti saranno invece oggetto di una trattativa diretta tra il singolo produttore e l’industria acquirente, configurandosi come una contrattazione privata al di fuori dei parametri fissati dall’accordo.
Trasparenza dei controlli e monitoraggio della produzione
Uno degli aspetti più significativi dell’accordo riguarda il rafforzamento della trasparenza. I controlli saranno infatti affidati a soggetti terzi, con l’obiettivo di garantire imparzialità e affidabilità nella verifica dei dati.
È inoltre previsto un confronto tra la produzione del 2026 e quella del 2025 per evitare distorsioni del mercato e assicurare una fotografia fedele delle quantità effettivamente prodotte. Un sistema che punta a rafforzare la fiducia tra produttori e industria, favorendo una gestione più equilibrata dell’intera filiera.
Un risultato importante per il Veneto
Per il Veneto, tra le principali regioni italiane nella produzione lattiero-casearia, l’accordo rappresenta un elemento di particolare rilievo. Secondo Pietro Guderzo, presidente della Consulta Latte di Coldiretti Veneto, il nuovo quadro consente alle aziende zootecniche di affrontare con maggiore serenità una fase ancora caratterizzata da elevata volatilità dei mercati.
Le imprese continuano infatti a sostenere costi produttivi elevati e una crescente pressione competitiva. La definizione di un percorso condiviso sul prezzo latte, insieme all’introduzione di strumenti di controllo e trasparenza, permette agli allevatori di programmare con maggiore certezza l’attività dei prossimi mesi e di puntare su una remunerazione più equilibrata del latte alla stalla, salvaguardando al tempo stesso la competitività dell’intera filiera agricola regionale.
Coldiretti: accordo frutto di un lavoro costante
Secondo il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, l’intesa arriva dopo mesi particolarmente complessi per il comparto, segnati da tensioni di mercato e dinamiche speculative che hanno inciso sul valore riconosciuto ai produttori.
Nel corso di questo periodo Coldiretti ha portato avanti un’attività costante di rappresentanza sia a livello regionale sia nazionale con l’obiettivo di difendere il reddito degli allevatori e favorire condizioni di mercato più equilibrate.
Prezzo del latte, l’intesa punta a dare stabilità al settore
L’accordo sul prezzo latte rappresenta quindi un passaggio significativo per garantire maggiore stabilità agli allevamenti, offrendo regole condivise, trasparenza nei controlli e un quadro economico più certo per i prossimi mesi. L’obiettivo resta quello di sostenere una filiera strategica per l’agricoltura veneta e assicurare agli allevatori condizioni più favorevoli per programmare il futuro delle proprie aziende.















