Regionali Veneto 2025, Claudio Borgia in Consiglio: “Qui da consigliere, non più da dipendente”

Le elezioni regionali in Veneto del 2025 segnano un passaggio importante anche per Claudio Borgia, che entra ufficialmente in Consiglio regionale con Fratelli d’Italia. Un ingresso carico di significato personale e politico, vissuto in un luogo che per quindici anni è stato il suo ambiente di lavoro, ma da una prospettiva completamente nuova.

È un’emozione straordinaria”, racconta Borgia subito dopo il suo ingresso nell’assemblea legislativa veneta. Per anni dipendente del Consiglio regionale, oggi siede tra i banchi come consigliere eletto. Un cambiamento che rende l’esperienza ancora più intensa: “Entrare qui non da dipendente ma da consigliere regionale è qualcosa di davvero palpabile”.

Il legame con Fratelli d’Italia rappresenta un altro elemento centrale di questo percorso. “È il partito che rappresento da una vita, fa parte della mia storia politica”, spiega Borgia, sottolineando come il risultato elettorale sia anche il frutto di un impegno coerente e costante nel tempo.

La profonda conoscenza della macchina amministrativa regionale viene indicata come un valore aggiunto per il nuovo mandato. Borgia conosce da vicino il funzionamento del Consiglio regionale, le sue dinamiche interne e le sue potenzialità. “Questa è una delle assemblee legislative più importanti che abbiamo, non solo a livello nazionale”, afferma, evidenziando il ruolo strategico del Veneto nel dibattito politico e legislativo italiano.

Resta aperta la questione del possibile incarico di capogruppo. Una decisione che verrà presa solo dopo il completamento dei subentri. “Attendo che siano i colleghi a scegliere”, dice Borgia con prudenza. “In politica si entra papi e si esce cardinali”, aggiunge con una nota di realismo, senza nascondere però una fiducia moderata.

Nel nuovo Consiglio regionale del Veneto, uscito dalle urne del 2025, l’ingresso di Claudio Borgia rappresenta un esempio di continuità istituzionale unita a un nuovo ruolo politico, in un equilibrio tra esperienza tecnica e rappresentanza elettiva.

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