Dopo le elezioni regionali Dario Bond di nuovo assessore: in Veneto riparte la sfida per la montagna

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All’indomani delle elezioni regionali 2025 in Veneto, uno dei primi tasselli della nuova legislatura prende forma con il ritorno di Dario Bond a Palazzo Ferro Fini. Il consigliere di Fratelli d’Italia, forte di un risultato elettorale significativo in provincia di Belluno, è entrato subito a far parte della giunta regionale, confermando il peso politico del territorio montano nel nuovo equilibrio istituzionale.

Un passaggio che lo stesso Bond definisce quasi naturale, alla luce del consenso ottenuto. Ma il tema centrale non è l’incarico in sé, bensì la prospettiva di un lavoro strutturato a favore della montagna veneta. «Un assessorato dedicato è un’operazione importante e ambiziosa», ha spiegato, «ma deve essere costruita partendo dal basso».

Il riferimento è alla necessità di un’impostazione solida, sia dal punto di vista normativo sia amministrativo. La recente legge sulla montagna, approvata da Camera e Senato, rappresenta il quadro di riferimento nazionale su cui innestare le politiche regionali. Ma, come sottolineato da Bond, serve anche un passaggio fiduciario e operativo: senza strumenti e risorse adeguate, ogni progetto rischia di restare sulla carta.

Nel dibattito entra inevitabilmente il tema delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Un evento di portata globale che porta con sé opportunità e criticità. Le opere infrastrutturali, già in fase avanzata, stanno incidendo in modo rilevante sui territori montani. Alcuni cantieri si chiuderanno prima dei Giochi, altri proseguiranno anche oltre, ma l’impatto sarà duraturo.

Secondo Bond, l’appuntamento olimpico rappresenta una grande vetrina internazionale, non solo per Cortina, ma per l’intero arco montano veneto. La sfida, ora, è trasformare l’evento in un’eredità concreta per i territori, capace di andare oltre il 2026 e di rafforzare davvero il ruolo della montagna nelle politiche regionali.

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