Reyer Venezia 2026/27, Casarin e Spahija - Notizie Plus
Reyer Venezia 2026/27, Casarin e Spahija - Notizie Plus

La Reyer Venezia 2026/27 riparte con una rosa più profonda, ambizioni confermate e la consapevolezza di dover affrontare una Serie A destinata ad alzare ulteriormente il proprio livello. È iniziata ufficialmente la nuova stagione orogranata, la ventunesima per il presidente Federico Casarin e la quinta consecutiva con Neven Spahija alla guida tecnica. Sullo sfondo c’è anche l’attesa per il nuovo palasport del Bosco dello Sport, destinato a rappresentare il futuro della società.

Reyer Venezia 2026/27, Casarin: «L’emozione è quella del primo giorno»

Dopo oltre vent’anni al vertice della società, Casarin conserva intatto l’entusiasmo della ripartenza. «L’emozione è quella del primo giorno. Può sembrare un refrain, quello del primo giorno di scuola, ma anche dopo 21 anni ritrovarsi con staff, giocatori, dirigenti e settore sanitario è qualcosa di importante. Ci stimola a guardare positivamente alla nuova stagione».

Una nuova avventura che parte con diverse certezze, ma anche con molti volti nuovi. «È bello ritrovare facce conosciute e vedere i nuovi arrivati. Sarà un campionato molto complicato e competitivo, ma vogliamo farci trovare pronti».

Per Spahija, invece, comincia la quinta stagione sulla panchina veneziana. «Non riesco quasi a credere che siano già passati cinque anni. Continuiamo il nostro percorso: ci sono state cose belle e altre meno belle, ma siamo sempre qui con grande forza e con la voglia di compiere un altro passo avanti».

Un roster più profondo per affrontare campionato e coppe

Una delle principali novità della Reyer Venezia 2026/27 riguarda la costruzione dell’organico. Il club ha scelto di partire immediatamente con sette stranieri e una rosa più lunga, soluzione pensata anche per gestire il doppio impegno tra campionato e competizioni europee.

«La scelta non è stata fatta semplicemente per avere uno straniero in più – chiarisce Casarin –. Volevamo una rosa più ampia, che ci consentisse non soltanto di affrontare eventuali infortuni, ma anche di effettuare rotazioni e concedere riposi programmati. L’anno scorso, giocando tante partite, questa esigenza è emersa chiaramente».

Il presidente ringrazia anche la proprietà per l’ulteriore investimento: «Parliamo di un gruppo di 14-15 giocatori e abbiamo fiducia in tutto il roster».

Spahija individua proprio nella profondità una delle caratteristiche principali della nuova squadra. «Ci sono tanti nomi nuovi e questa squadra mi piace. Però i nomi e il talento non bastano: bisogna creare una squadra, trovare la chimica e diventare un gruppo unito. Abbiamo lavorato molto prima di scegliere questi giocatori. Credo che quest’anno siamo più profondi».

Serie A sempre più competitiva: «Vogliamo essere contender»

Saranno ben dieci le formazioni italiane impegnate nelle coppe europee. A questo si aggiungono nuovi investimenti e proprietà intenzionate ad aumentare la competitività delle rispettive squadre.

«Ogni anno diciamo che il campionato diventa più difficile, ma questa volta è realmente così – sottolinea Casarin –. Nuove proprietà hanno portato ulteriore forza economica e nuovi obiettivi. Sarà bello esserci».

L’obiettivo della Reyer rimane quello che accompagna il progetto societario da oltre vent’anni. «Vogliamo essere competitivi. Non significa creare facili illusioni oppure essere presuntuosi, ma avere voglia e orgoglio per allenarsi e giocare dando sempre il massimo».

Spahija alza ulteriormente l’asticella. «Da quando sono arrivato qui il campionato è cresciuto ogni stagione, ma quest’anno ha fatto un grande passo avanti. Sulla carta è il più forte da quando sono alla Reyer. Noi, però, non cambiamo strada: vogliamo essere contender, vogliamo essere competitivi e vogliamo vincere».

Spahija punta su Watson e sulla crescita dei giovani

Tra i nuovi giocatori più attesi c’è Glynn Watson, chiamato a prendere il posto di RJ Cole nella regia orogranata. Spahija vede alcune somiglianze, ma anche differenze importanti.

«Cole è arrivato qui ed è cresciuto molto, mentre Watson ha già fatto tante cose ad alto livello. Nell’ultima stagione di Eurolega ha segnato circa 14 punti di media. Ha avuto un infortunio nel finale, ma adesso è al cento per cento. È veloce, forse più di Cole, e soprattutto è adatto al tipo di pallacanestro che vogliamo proporre».

Nel progetto della Reyer Venezia continueranno ad avere spazio anche i giovani. «Abbiamo un buon mix – aggiunge il tecnico –. Ci sono giocatori che rappresentano il nucleo della squadra e altri dai quali ci aspettiamo soprattutto un percorso di sviluppo. Tutti quelli inseriti nel roster, però, sono preparati e pronti a giocare fin da subito».

La preparazione senza quattro giocatori

Il primo ostacolo della stagione arriva ancora prima delle partite ufficiali. Spahija dovrà infatti iniziare la preparazione senza quattro elementi impegnati con le rispettive nazionali.

«Per me è un problema – ammette il coach –. Questo è l’unico periodo nel quale una squadra può realmente allenarsi insieme. Se non lo fai adesso, poi rischi di essere in ritardo. In Europa bisogna essere pronti e vincere subito».

Il tecnico sottolinea soprattutto l’importanza delle settimane di precampionato per costruire automatismi e identità. «In questa fase bisogna lavorare sulla preparazione fisica, sulla tattica e inserire le cose nuove. È molto difficile recuperare successivamente questo lavoro. Non cerco scuse, perché tanti altri allenatori vivono la stessa situazione».

Reyer Venezia e la nuova arena del Bosco dello Sport

La stagione potrebbe essere importante anche fuori dal parquet. La società guarda infatti con grande interesse alla realizzazione della nuova arena del Bosco dello Sport di Venezia.

«È un grande orgoglio, prima ancora che da presidente, da cittadino – afferma Casarin –. Per tanti anni abbiamo parlato della possibilità di avere una nuova struttura e sapere che tra qualche mese, o comunque nella prossima stagione sportiva, potremo avere l’opportunità di giocarci ci rende molto felici».

Casarin guarda al nuovo polo come a un patrimonio che andrà oltre la Reyer: «Non vedo l’ora di poterlo vivere insieme ai nostri tifosi. Con il nuovo palasport e successivamente lo stadio, Venezia avrà un polo sportivo capace di rappresentare un patrimonio per tutta la città metropolitana».

La Reyer Venezia 2026/27 riparte quindi da una rosa più lunga e da ambizioni che non cambiano. Spahija chiede tempo per trasformare il talento individuale in una squadra, mentre Casarin ribadisce la parola che accompagna da anni il progetto orogranata: competitività. Il primo appuntamento sarà intanto fuori dal parquet: la campagna abbonamenti partirà il 24 agosto alle ore 12.

Di seguito i giocatori che hanno partecipato al raduno:

1 Octavio Maretto
5 Giovanni De Nicolao
8 Ky Bowman
10 Sir’ Jabari Rice
13 Enoch Boakye
14 Giga Janelidze
22 Jordan Parks
30 Glyn Watson JR
44 Sasha Grant

Staff tecnico:

Head coach: Neven Spahija.
Assistant coaches: Lele Molin, Alberto Billio, Veljko Perovic e Marco Mainente.
Preparatori atletici: Matteo Xalle e Giovanni Basso.