Giovani e Treviso: la CNA Unimpresa raccoglie l’appello del sindaco di Silea Angela Trevisin e si dichiara pronta a partecipare agli Stati generali dedicati alle ragazze e ai ragazzi. L’iniziativa nasce dopo i recenti episodi di violenza avvenuti in Corso del Popolo, nel capoluogo della Marca. L’associazione propone una risposta che vada oltre l’emergenza: portare gli artigiani nelle scuole per ascoltare gli studenti, confrontarsi con loro e condividere esperienze e valori legati al mondo dello studio e poi del lavoro.
Una proposta che punta sul dialogo tra generazioni e soprattutto sulla prevenzione e sulla costruzione di opportunità più concrete per i ragazzi.
Giovani a Treviso, CNA risponde all’appello del sindaco di Silea
La disponibilità di CNA Unimpresa Treviso arriva attraverso una lettera firmata dal presidente mandamentale Stefano Camarotto e dal direttore Fabrizio Geromel.
L’associazione accoglie così la richiesta avanzata dal sindaco Angela Trevisin di convocare gli Stati generali dei giovani, proponendo di coinvolgere direttamente il mondo dell’artigianato nel confronto.
Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di creare occasioni di incontro tra studenti e imprenditori, non soltanto per trasmettere conoscenze professionali, ma soprattutto per comprendere aspettative, difficoltà e bisogni delle nuove generazioni a volte ignare dei valori da mettere in campo nel futuro.
L’obiettivo è trasformare il confronto in un percorso continuativo, capace di coinvolgere le diverse realtà educative, sociali e istituzionali del territorio.
Artigiani nelle scuole: la proposta per ascoltare i ragazzi
Secondo CNA, il mondo dell’artigianato può offrire un contributo concreto alla riflessione sulla violenza giovanile, mettendo a disposizione competenze, testimonianze ed esperienze personali.
Gli incontri nelle scuole diventerebbero quindi uno spazio di ascolto reciproco, nel quale gli imprenditori potrebbero raccontare il significato del lavoro e delle responsabilità, senza rinunciare a conoscere il punto di vista degli studenti ed eventualmente anche delle loro famiglie.
«I giovani sono i nostri apprendisti e gli imprenditori di domani – sottolinea Stefano Camarotto, presidente mandamentale di CNA Unimpresa Treviso –. Prima di proporre risposte, dobbiamo ascoltare quello che hanno da dire».
Il presidente evidenzia inoltre come gli artigiani possano condividere con i ragazzi il valore della collaborazione tra generazioni, imparando contemporaneamente dalle loro aspettative e dalle difficoltà che incontrano oggi giorno preparandoli alla scesa in campo nel mondo del lavoro.
Un approccio che supera l’idea di una comunicazione a senso unico e riconosce ai giovani un ruolo attivo nella costruzione delle iniziative che li riguardano.
Giovani Treviso, un programma stabile contro la violenza
La proposta di CNA non si limita all’organizzazione di singoli appuntamenti. L’associazione intende mettere a disposizione la propria rete di imprese per contribuire alla realizzazione di un programma stabile di artigiani nelle scuole.
Il progetto dovrebbe svilupparsi attraverso la collaborazione tra Comuni, istituti scolastici, ULSS 2, forze dell’ordine e terzo settore.
L’intenzione è costruire una risposta condivisa, che non si esaurisca con l’attenzione suscitata dai recenti fatti di Corso del Popolo ma che abbia una propria continuità.
In questa prospettiva, il confronto con gli studenti rappresenta il punto di partenza per affrontare il tema della prevenzione attraverso un impegno costante.
La partecipazione delle imprese artigiane permetterebbe inoltre di avvicinare i ragazzi a esperienze concrete, mostrando il ruolo delle competenze, della collaborazione e della responsabilità individuale distogliendoli dalle comunicazioni sempre più spesso distorte e violente che circolano ogni giorno nel web.
Camarotto: «Non giudichiamo un’intera generazione per le azioni di alcuni»
Un altro passaggio centrale della posizione espressa da CNA riguarda il rischio di generalizzare i comportamenti violenti, attribuendo a un’intera generazione le responsabilità di singoli individui.
Camarotto ribadisce la necessità di distinguere tra la responsabilità personale di chi commette un reato e il giudizio complessivo sul mondo giovanile.
«Chi commette un reato deve rispondere delle proprie azioni – conclude Camarotto –. Sarebbe però sbagliato giudicare un’intera generazione per il comportamento di alcuni».
Per il presidente mandamentale, infatti, la prevenzione deve iniziare molto prima che si verifichino episodi di violenza. Richiede continuità, partecipazione e disponibilità ad ascoltare.
Da qui la volontà degli artigiani di contribuire attivamente, mostrando ai ragazzi quanto possano contare l’impegno personale, le competenze e la capacità di realizzare qualcosa attraverso il proprio lavoro.
Un dialogo tra scuola, imprese e istituzioni per il futuro dei giovani
La disponibilità di CNA apre dunque alla possibilità di costruire un percorso che metta in relazione il mondo produttivo con quello scolastico e istituzionale.
Gli Stati generali rappresenterebbero un’occasione per raccogliere le istanze delle nuove generazioni e individuare iniziative condivise, senza limitare il confronto alla sola gestione degli episodi di violenza.
Il contributo dell’artigianato si inserisce proprio in questa prospettiva: valorizzare il dialogo e offrire ai ragazzi testimonianze concrete sul significato del lavoro e della collaborazione.
Il tema dei Giovani Treviso diventa così anche una questione di responsabilità collettiva. La proposta di CNA punta a coinvolgere studenti, imprese e istituzioni in un impegno duraturo, partendo dall’ascolto anziché dal giudizio.
Per seguire gli sviluppi delle iniziative e le altre notizie dal territorio è possibile consultare gli aggiornamenti locali.















