Il Segretario generale della Cisl Venezia Michele Zanocco
Il Segretario generale della Cisl Venezia Michele Zanocco

La provincia di Venezia è sempre più a trazione turistica, la manifattura e le costruzioni, seppur in difficoltà, mostrano dei segnali di recupero. A crescere sono anche altri comparti come il commercio e l’agricoltura che, pur avendo vissuto dei problemi, sembrano più dinamici. Tuttavia, a emergere con maggiore evidenza, è l’enorme incidenza dei contratti stagionali, che condiziona in modo pesante l’andamento del mercato del lavoro, soprattutto se confrontato con il contesto generale del Veneto, o con altre provincie della regione a vocazione soprattutto industriale.

Questi i principali risultati emersi da una ricerca dell’Ufficio Studi della Cisl Venezia, su dati di Veneto Lavoro, che ha analizzato l’evoluzione dei saldi occupazionali dalla crisi della banca statunitense Lehman Brothers del 2008 ai giorni nostri. L’indagine evidenzia le fluttuazioni dovute alla recessione del 2014, la spinta dell’Expo 2015, la pandemia e la successiva ripresa economica.

Il Turismo, in particolare Ricettività e ristorazione, ha visto un recupero costante dopo la crisi del debito sovrano del 2011, con un saldo occupazionale che nel 2024 ha raggiunto i numeri straordinari grazie al boom post-pandemia: 8.185. Allo stesso modo, il Commercio ha registrato un’impennata dell’occupazione, diventando il secondo settore per saldi positivi nella provincia, con un aumento netto di 7.670 posti di lavoro. L’Agricoltura Silvicoltura e Pesca, dal canto suo, è riuscita a crescere in modo significativo, passando da un saldo di 175 unità nel 2008 a 2.115 nel 2023.

Manifattura e Costruzioni, settori storicamente importanti per la provincia di Venezia, hanno registrato cali occupazionali, seppur con qualche segnale di recupero. La Manifattura, ad esempio, ha visto una contrazione dal 2008 a oggi, concentratasi soprattutto tra il 2014 e il 2015, ma nel post covid, nonostante le crisi locali che hanno investito importanti aziende come la Speedline di Santa Maria di Sala, la SuperJet International di Marghera, la Lafert di San Donà di Piave e altre realtà di Porto Marghera, i numeri mostrano una flessione meno marcata rispetto ai picchi negativi del passato, segnalando un possibile punto di svolta. Le Costruzioni, pur beneficiando di un impulso legato al Bonus 110, non sono ancora tornate ai livelli pre-crisi, con saldi occupazionali che rimangono, seppur di poco, ancora inferiori a quelli del 2008.

Sul fronte contrattuale si rileva come fra il primo semestre del 2024 e lo stesso periodo del 2025, vi sia un calo dei saldi delle assunzioni a tempo indeterminato e dell’apprendistato vicino al 9 per cento, mentre si nota una sostanziale stabilità del tempo determinato e della somministrazione.

“Questo fa presumere – spiega il referente del mercato del lavoro della Cisl Venezia Marco De Favari – che si tratti della risposta occupazionale del mercato del lavoro all’incertezza dovuta al quadro economico internazionale e ai dazi americani. Inoltre fa rilevare la necessità di una successiva analisi per comprendere, ancora più in profondità, quali aziende del territorio e linee produttive siano riuscite a implementare attività e occupazione, nonostante le difficoltà generali. In particolare, è necessario esplorare quali settori e territori possano beneficiare di politiche mirate che promuovano un’occupazione stabile, a lungo termine e che possano anticipare le tendenze di sviluppo industriale ed economico”.

Per il Segretario generale della Cisl Venezia Michele Zanocco “occorre, pertanto, evitare toni catastrofici sul mercato del lavoro, convinti della tenuta del sistema produttivo territoriale che registra tassi di occupazione ancora elevati e, così come emerge dai dati, non appare complessivamente un abuso dello strumento della precarietà contrattuale. Il nostro territorio convive con un settore predominante, quello del turismo e di riflesso di parte del commercio, che soprattutto nei litorali hanno una forte stagionalità. Devono, quindi, essere due le macro-linee di azione per puntare all’incremento della durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato e all’aumento del numero dei rapporti di lavoro a tempo pieno e indeterminato. La prima è agire affinché il nostro territorio sia più attrattivo, allungando la stagionalità e parallelamente intervenendo per lo sviluppo delle attività a stagionalità inversa nei periodi di bassa stagione. Un simile approccio può essere utilizzato per altre tipologie di attività dei servizi quali ristorazione, commercio al dettaglio e grande distribuzione, servizi alla persona e pulizie. Il secondo ambito riguarda la ricerca, l’industria e le costruzioni che devono essere sostenute da piani di sviluppo coordinati nel territorio per incrementarne la presenza. La provincia di Venezia non può ipotecare il suo futuro occupazionale immaginando si sopravvivere esclusivamente col turismo”.