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La progressiva riduzione del costo del denaro, avviata dalla Banca Centrale Europea (BCE), ha avuto un impatto positivo sul mercato dei prestiti. Con il calo dei tassi d’interesse, accedere a finanziamenti è diventato più facile, incentivando molte persone a richiedere prestiti per coprire esigenze di liquidità.

La riduzione del costo del denaro, infatti, non solo ha abbassato i costi complessivi dei finanziamenti, ma ha anche stimolato la concorrenza tra le banche e gli istituti di credito, che offrono condizioni più favorevoli per attrarre nuovi clienti.

Ma quali sono i prestiti più diffusi, e cosa bisogna sapere prima di effettuare la richiesta? Scopriamolo insieme.

Tipologie di prestito

Esistono numerose tipologie di prestito, ma in definitiva si possono distinguere in due categorie: personale e finalizzato.

Quello finalizzato, come indica il termine stesso, ha uno scopo ben preciso (l’acquisto di un’auto, un elettrodomestico ecc.) e prevede un passaggio di denaro direttamente dall’ente finanziario al venditore del bene in oggetto. Il debito poi viene saldato in modo rateale da chi richiede il finanziamento. Il motivo del prestito è quindi ben chiaro e il debitore non riceve soldi in modo diretto dalla banca.

Il prestito personale, invece, molto comune e con numerose possibili varianti, è una forma di finanziamento che consente di ottenere una somma di denaro senza dover specificare come verrà utilizzata. Il rimborso può avvenire tramite addebito diretto sul conto corrente o mediante bollettini postali. Questa flessibilità lo rende ideale per chi ha bisogno di liquidità per vari scopi, come spese impreviste o progetti personali, senza particolari restrizioni. Una variante molto popolare e di grande successo del prestito personale è la cessione del quinto, rivolta a lavoratori dipendenti e pensionati.

In questo caso, la rata mensile viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione e non può superare un quinto (il 20%) dell’importo netto percepito. Si tratta di una soluzione vantaggiosa per chi cerca una modalità di rimborso sostenibile e costante, anche se ha altri prestiti in corso.

Quanto tempo occorre per ottenere un prestito?

Le tempistiche di erogazione di un prestito variano in base alla tipologia.

Per un prestito personale, ad esempio, il processo è relativamente rapido, e richiede in media 10-15 giorni lavorativi. Non vengono, infatti, richieste garanzie particolari oltre alla valutazione della capacità creditizia, pertanto gli accertamenti da parte dell’istituto di credito sono abbastanza veloci.

La Cessione del Quinto, invece, richiede più tempo a causa delle procedure aggiuntive legate alla trattenuta diretta in busta paga o pensione. Le verifiche  e l’accordo con il datore di lavoro o l’ente pensionistico prolungano i tempi di approvazione, pertanto l’erogazione della somma richiesta avviene in 20-25 giorni lavorativi.

In entrambi i casi, i tempi possono variare in base alla prontezza dei documenti forniti e all’efficienza dell’istituto di credito scelto. Se invece si ha bisogno di ottenere liquidità in tempi molto brevi, e per importi limitati, il web offre soluzioni interessanti. Ad esempio, è possibile richiedere online prestiti veloci su portali come Facile.it, che permettono di confrontare diverse finanziarie e procedere alla richiesta direttamente da casa, riducendo le tempistiche.

I documenti necessari

Indipendentemente dal tipo di prestito richiesto, le norme antiriciclaggio impongono al richiedente di produrre idonea documentazione. I cittadini italiani devono fornire un documento d’identità valido e il codice fiscale, mentre per i cittadini UE sono richiesti anche il certificato di residenza e l’attestazione di regolarità di soggiorno. Gli extracomunitari devono presentare, invece, il permesso di soggiorno.

Occorre, poi, la documentazione economica, che varia in base alla situazione lavorativa. I lavoratori dipendenti devono fornire l’ultima busta paga, e a volte il Cud, mentre ai lavoratori autonomi si richiede l’ultima dichiarazione dei redditi e il modulo F24. I pensionati devono presentare l’ultimo cedolino o il modello ObisM, in caso di pensionati INPS.

È necessaria, infine, la documentazione relativa ad eventuali finanziamenti in corso e, in alcuni casi, le copie delle ultime bollette pagate per verificare la solvibilità del richiedente.