Sciopero autotrasporto: cause, data e conseguenze
Lo sciopero dell’autotrasporto si prepara a bloccare la circolazione delle merci su gomma attorno al 20 maggio. Una decisione maturata dopo settimane di confronto tra le associazioni di categoria e un dialogo con il Governo rimasto ancora senza risposte concrete.
Il contesto economico è sempre più critico: aumento dei costi operativi, prezzi energetici instabili e margini sempre più compressi stanno mettendo in ginocchio le imprese. A pesare, secondo gli operatori, è soprattutto l’assenza della politica, definita senza mezzi termini “un silenzio assordante”.
Le ragioni dello sciopero autotrasporto
La mobilitazione nasce da una crisi strutturale che coinvolge l’intera filiera. Le imprese denunciano l’impossibilità di sostenere economicamente i servizi, arrivando in alcuni casi a valutare più conveniente lasciare i mezzi fermi. Un segnale forte era già emerso durante l’assemblea regionale del Veneto, dove molte aziende hanno espresso apertamente la loro difficoltà.
Tra i nodi principali c’è il DL Carburanti (Decreto-Legge 18 marzo 2026, n. 33), che prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta. Tuttavia, le risorse risultano ancora non operative, mentre i costi continuano a gravare sulle imprese.
Impatto sul sistema produttivo e logistico
Il Veneto rappresenta uno snodo strategico per la logistica nazionale ed europea, con oltre 5 mila imprese di autotrasporto conto terzi. Qui si muove una parte significativa delle merci tra porti, interporti e distretti industriali. Considerando che circa l’85% delle merci viaggia su gomma, lo sciopero rischia di provocare una paralisi delle filiere produttive.
A livello europeo emergono timidi segnali di attenzione, con possibili misure in fase di studio, ma sul piano nazionale manca ancora una risposta concreta. Questo aumenta la tensione tra le associazioni di categoria, che chiedono interventi immediati.
Le richieste delle associazioni
Le organizzazioni del settore non chiedono agevolazioni straordinarie, ma il ripristino di misure fondamentali per l’equilibrio economico. Tra le richieste principali:
- Attuazione immediata del credito d’imposta previsto
- Rimborso delle accise sul gasolio commerciale
- Sostegno alla liquidità delle imprese
- Sospensione temporanea di contributi e imposte
- Rafforzamento degli strumenti contrattuali
Il mancato recupero delle accise, stimato in circa 20 centesimi al litro, comporta un aggravio economico rilevante per il settore, con costi aggiuntivi significativi per ogni mezzo pesante.
Verso il blocco: cosa succederà
Il coordinamento della categoria sottolinea l’urgenza di un confronto immediato con il Governo per evitare conseguenze economiche pesanti. Il rischio concreto è che molte aziende, soprattutto artigiane, si fermino prima ancora dello sciopero ufficiale per mancanza di risorse finanziarie.
Le modalità definitive del fermo saranno stabilite nei prossimi giorni, nel rispetto delle normative vigenti. Intanto cresce la preoccupazione per un possibile effetto domino sull’intero sistema produttivo.













