Siccità: nel Veneziano i danni alle colture superano i 50 milioni di euro, ma la cifra indicata potrebbe lievitare a dismisura. Per la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) di Venezia, il bilancio dell’estate è persino peggiore di quello del 2022, finora considerato l’anno record per il territorio.
Le piogge degli ultimi giorni hanno concesso una tregua, ma sono arrivate troppo tardi per recuperare una situazione ormai compromessa. Il mais ha terminato lo sviluppo vegetativo, mentre anche ortofrutta e altre colture hanno subito gli effetti delle temperature anomale e della scarsità d’acqua.
Siccità, oltre 50 milioni di euro di danni
Secondo la stima della Cia di Venezia, i danni provocati dalla siccità e dalle temperature anomale superano i 50 milioni di euro nella provincia di Venezia. Il mais registra una perdita stimata del 50%, mentre la soia arriva al 40%.
La situazione riguarda anche orticole e frutta, con danni intorno al 20%. In diversi casi, inoltre, le produzioni presentano pezzature particolarmente piccole e una qualità non sempre soddisfacente.
Tra le colture più colpite figurano i fagiolini. Anche i pomodori hanno risentito della situazione, soprattutto nella fase di crescita. Le precipitazioni degli ultimi giorni, quindi, non possono cancellare gli effetti di settimane caratterizzate da condizioni meteorologiche sfavorevoli.
La Cia Venezia sta raccogliendo proprio in questi giorni le segnalazioni delle aziende agricole colpite. La presidente Federica Senno parla di centinaia di imprese in difficoltà, dopo investimenti consistenti sostenuti nei mesi precedenti.
Cia Venezia: “Aziende agricole in difficoltà”
Le imprese hanno investito migliaia di euro per acquistare piantine, sostenere le spese di irrigazione, l’energia elettrica e le materie prime agricole. Ora devono affrontare perdite importanti, con margini sempre più ridotti per continuare l’attività.
«Ormai – sottolinea Federica Senno – portare avanti un’attività agricola è una scommessa». Secondo la presidente della Cia Venezia, il rischio d’impresa dipende sempre più dalle condizioni meteorologiche e dai cambiamenti climatici.
La situazione, inoltre, non riguarda soltanto il territorio veneziano. Complessivamente, in Veneto i danni provocati dalla siccità rischiano di superare i 300 milioni di euro. Una cifra che, secondo Senno, rappresenta ormai una nuova normalità rispetto a quanto accadeva soltanto pochi anni fa.
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Agricat, previsti rimborsi per le aziende colpite
Nel frattempo è stato attivato Agricat, il fondo mutualistico nazionale destinato a intervenire in caso di eventi avversi. Il meccanismo prevede rimborsi specifici quando i danni superano il 20% rispetto alla produzione media storica della singola azienda.
Possono accedere alle misure le imprese agricole che ricevono regolarmente i pagamenti diretti della Pac, la Politica agricola comune, relativi al primo pilastro 2026. Il fondo viene finanziato attraverso un prelievo del 3% sui pagamenti diretti della Pac.
La Cia, tuttavia, ritiene insufficienti le risorse già previste. Per questo l’organizzazione si sta muovendo nelle sedi opportune con l’obiettivo di ottenere maggiori risorse a sostegno delle aziende agricole che hanno subito le conseguenze dell’emergenza.
Siccità, la proposta di nuovi invasi
Di fronte a un quadro così complesso, la Cia Venezia propone anche interventi strutturali per migliorare la gestione della risorsa idrica. Tra le richieste figura la realizzazione di appositi invasi capaci di trattenere l’acqua durante i forti nubifragi e renderla disponibile nei periodi di necessità.
L’obiettivo è costruire una strategia di più ampio respiro. I Consorzi di bonifica, secondo la Cia Venezia, hanno svolto un lavoro eccellente durante l’estate, riuscendo a garantire la risorsa idrica ai terreni agricoli anche nelle fasi più critiche.
Tuttavia, per l’organizzazione servono opere idrauliche in grado di assicurare maggiore continuità all’attività agricola. L’attenzione si concentra soprattutto sul Veneto Orientale e sulla zona del graticolato romano.
Il bilancio dell’estate agricola in Veneto
Il quadro complessivo restituisce dunque un bilancio pesante. Nel Veneziano le perdite superano i 50 milioni di euro, mentre a livello regionale il conto della siccità potrebbe arrivare oltre quota 300 milioni.
Le piogge degli ultimi giorni hanno portato sollievo, ma non hanno cambiato l’esito delle colture ormai giunte alla fine dello sviluppo vegetativo. Per molte aziende, quindi, la stagione si chiude con perdite difficili da assorbire.
La richiesta della Cia Venezia guarda ora agli interventi economici e alle opere necessarie per affrontare le prossime emergenze. L’obiettivo è ridurre la vulnerabilità del comparto agricolo e garantire alle imprese una maggiore disponibilità d’acqua. Perché la siccità, secondo la Cia Venezia, non appare più come un fenomeno eccezionale, ma come una sfida sempre più concreta per l’agricoltura veneta.















