SOS violenza sulle donne - immagine di repertorio
SOS violenza sulle donne - immagine di repertorio
Nasce il progetto Sos violenza, accordo Comune – Ulss 3 per telefono H24 negli ospedali di Mestre e Venezia.
È un altro passo compiuto dalle istituzioni veneziane per la costruzione di una rete di supporto alle donne che subiscono violenza di genere: Ulss 3 Serenissima e Comune di Venezia sottoscrivono in questi giorni  il “Progetto SOS Violenza per il contrasto alla violenza di genere”, e contemporaneamente approvano le procedure operative per la reperibilità telefonica H24 nei Pronto Soccorso degli Ospedali di Venezia e Mestre, rinnovando e rendendo ancor più efficaci per altri tre anni le procedure operative attive nel nostre territorio comunale fin dal 2016.

“La violenza contro le donne è un problema vasto e stratificato – sottolinea il Direttore dei Servizi Sociosanitari, Massimo Zuin – che richiede risposte articolate. Per affrontarlo in modo efficace, vanno tenute in considerazione il piano personale e quello familiare in cui avviene ogni singolo episodio, ma anche gli elementi di contesto sociale, e culturale: per aiutare le donne e per aiutare la singola donna che subisce violenza, le istituzioni devono quindi sapersi strutturare con competenze specifiche e integrate, dialogando tra loro e costruendo una vera e propria rete”.

Il protocollo


La sottoscrizione del protocollo è parte di un importante lavoro di approfondimento all’interno del tavolo di lavoro del Protocollo di Rete per il contrasto alla violenza di genere, ai sensi della DGR 836 del 2018.
Al fine di contrastare il fenomeno della violenza di genere, quando questo si presenta nei propri spazi sanitari, l’Ulss 3 Serenissima ha recepito nel 2019 un apposito protocollo, che disciplina la collaborazione tra i Pronto Soccorso, quelli del Civile di Venezia e dell’Angelo di Mestre, e il Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per l’attivazione della reperibilità telefonica h24 tra le medesime realtà, utile alla prima immediata presa in carico. Il nuovo accordo garantisce la continuità della reperibilità telefonica h24 e ogni altra collaborazione per una presa in carico che sia utile e immediata: “Continuiamo così a tutelare – sottolinea il dottor Zuin – le donne maggiorenni che hanno subito o subiscono violenza di genere e che si rivolgono ai nostri Pronto Soccorso. E non solo loro, perché spesso la violenza perpetrata coinvolge i figli, che in molti casi la donna porta con sé quando si rivolge ad una struttura sanitaria per chiedere aiuto”.
“Con questo nuovo protocollo potenziamo ulteriormente un servizio fondamentale – dichiara l’assessore comunale alla Coesione sociale Simone Venturini – è la prima linea di una battaglia a contrasto della violenza di genere che si combatte su più fronti e su più livelli e in cui il Comune riveste un ruolo operativo e sociale importante insieme agli altri soggetti. La violenza di genere purtroppo è una piaga presente anche nella nostra comunità ed è difficile da estirpare perché spesso si insinua in modo subdolo prima di rendersi manifesta. Per aiutare le vittime giochiamo quindi di squadra incrementando l’attività delle operatrici del Centro Antiviolenza, debitamente esperte e formate, in sinergia con le Forze dell’ordine e con l’azienda sanitaria locale. Nel primo semestre dell’anno sono state 59 (più di 2 alla settimana) le attivazioni che i Pronto Soccorso dell’Angelo e del Civile hanno rivolto al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia, grazie all’accordo contenuto nel “Progetto SOS Violenza”, un dato in sensibile incremento rispetto al 2022 quando le segnalazioni erano state 79 in 12 mesi. Sempre nel primo semestre del 2023 il Centro ha assistito 120 donne nel loro percorso di uscita dal giogo della violenza e, in più, sono state 24 le donne , a cui si aggiungono 26 figli/e minorenni, accolte d’urgenza in strutture protette. Sono dati che ci impongono di non abbassare la guardia, puntando anche su comunicazione e sensibilizzazione. Mi rivolgo a chi si sente in difficoltà o in pericolo – conclude l’assessore – non abbiate paura di parlarne con qualcuno. Grazie alla capillare rete cittadina che abbiamo strutturato troverete sempre persone in grado di ascoltarvi e di aiutarvi”.