Credito d’imposta per le spese di sanificazione e pulizia così non va. L’Agenzia delle Entrate ha reso nota la misura percentuale di fruizione del credito d’imposta che sarà pari al 9% (ossia il 15,6423% del 60% indicato nel decreto) previsto per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione disciplinato dall’articolo 125 del decreto Rilancio. La percentuale è stata calcolata dal rapporto tra i 200 milioni di euro (limite complessivo stanziato dal decreto Rilancio) e il totale degli importi effettivamente richiesti dai contribuenti che sono stati di 1.278.578.142 euro quale misura dei crediti di imposta richiesti.

“Visto l’ammontare delle richieste di contributo è evidente come le risorse inizialmente stanziate non bastino – dichiara il Presidente di CNA Veneto Alessandro Conte – ma è altrettanto evidente che le risorse mancanti dovranno essere urgentemente integrate. Sarebbe una beffa inaccettabile, nonché l’ennesimo colpo, e potenzialmente quello fatale, per tutte le imprese che hanno dovuto ma anche potuto sostenere, a fronte del millantato 60% di rimborso, importanti spese di sanificazione e pulizia a tutela del proprio personale. Riteniamo che più che pensare a spartire l’esistente, il Governo debba stanziare subito nuovi fondi per arrivare alla percentuale di rimborso annunciata. Tra tutte le spese quelle legate alla sanificazione degli ambienti, degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di Dpi sono e restano cruciali per il contenimento della pandemia, e perciò incomprimibili”.

A titolo di esempio, a fronte di una spesa di sanificazione pari a 30mila euro l’impresa recupererà solo 2mila e 800 euro contro i 18mila euro attesi.

“Riteniamo che la misura percentuale del credito d’imposta sia davvero irrisoria – denuncia la CNA del Veneto – per questo ci auguriamo che al più presto si possa intervenire con un importante correttivo”.