Teatri Trevigiani è la nuova società che punta a rilanciare due importanti spazi culturali della città: il Teatro delle Voci di San Liberale e il restaurato Teatro Eden. La nuova realtà, nata circa un mese fa, inizierà una sfida ambiziosa. Da ottobre, infatti, il Teatro Eden riaprirà i battenti dopo un investimento di 1,6 milioni di euro.
L’obiettivo dichiarato è rendere la cultura capace di autosostenersi e, allo stesso tempo, ampliare l’offerta artistica. A presentare il progetto è stato Luigi Garofalo, presidente della Fondazione Cassamarca, che ha sottolineato la necessità di far lavorare i teatri ogni giorno. La società, inoltre, riunisce artisti e professionisti che hanno scelto di assumere anche il ruolo di soci.
Teatri Trevigiani, chi gestisce la nuova società
La società ha un capitale sociale di circa 20mila euro. La Fondazione Cassamarca possiede una quota del 48,97%, mentre la restante maggioranza è suddivisa tra diversi soci con quote del 7,29%.
Tra questi figurano I Virtuosi Italiani, il maestro Alberto Martini, Massimo Scattolin, il direttore d’orchestra Giancarlo Andretta, Chroma srls di Manuela Pagot, Pierpaolo Giacomini Tiveron, Paola De Crescenzo e Sonia Furlan.
La guida amministrativa è affidata proprio ad Alberto Martini e Massimo Scattolin, due figure note nel panorama musicale nazionale e internazionale. Martini è dal 2008 direttore musicale e artistico de I Virtuosi Italiani. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti orchestre e grandi direttori, sviluppando anche una vasta attività discografica.
Scattolin, invece, ha costruito una carriera internazionale come chitarrista e musicista. La sua attività spazia dal repertorio classico al jazz, dal teatro alla musica contemporanea. Inoltre, è stato il primo chitarrista italiano titolare di una cattedra di master al Mozarteum di Salisburgo.
Teatri Trevigiani, il primo cartellone guarda ai grandi nomi
La prima grande prova per Teatri Trevigiani sarà la costruzione del primo cartellone della nuova società. Il programma verrà presentato nelle prossime settimane e offrirà spazio alla musica classica, alla poesia, al teatro greco e alla danza.
Alberto Martini ha anticipato una linea precisa: avvicinare il pubblico e trasformare i due teatri in luoghi di incontro e condivisione. Le strutture vogliono quindi essere inclusive e aperte anche alle proposte provenienti da altre realtà, mantenendo però la qualità come elemento centrale.
Nel calendario dovrebbero comparire artisti di fama mondiale. Tra i nomi anticipati figurano Uto Ughi, Paolo Fresu, Ettore Pagano, Ramin Bahrani e Mischa Maisky. In futuro, inoltre, potrebbe trovare spazio anche una proposta dedicata al cinema d’essai, accompagnato da dibattiti e momenti di riflessione.
Tra i progetti in cantiere c’è anche il ritorno del Master per direttori d’orchestra, interrotto durante la pandemia. La direzione dell’iniziativa sarà affidata a Giancarlo Andretta, che il 3 settembre si trovava a Budapest per impegni professionali.
Teatro Eden, il gioiello Liberty pronto a riaprire
Il cuore del nuovo progetto è anche il Teatro Eden, struttura storica inaugurata nel 1910 con Madama Butterfly. L’edificio, progettato dall’ingegner Modonesi, si distingue per la sua architettura in stile Liberty e per numerosi elementi decorativi che richiamano la produzione Appiani.
Secondo quanto evidenziato nella presentazione, insieme al Teatro di Schio rappresenta uno degli ultimi esempi italiani di teatro in stile Liberty. Massimo Scattolin ha sottolineato l’unicità della struttura, ricordando che in Europa esistono soltanto poche sedi con caratteristiche simili.
Il teatro dispone di 451 posti, distribuiti tra parterre e loggiato. L’acustica è stata studiata dall’Università di Padova attraverso simulazioni dedicate alla combinazione di materiali e tecnologie. Nel 2025 si è concluso un nuovo importante intervento di restauro, che ha dotato lo storico edificio anche di attrezzature sceniche all’avanguardia.
Teatro delle Voci, tecnologia e spazio alla cultura contemporanea
Accanto all’Eden, la nuova società gestirà il Teatro delle Voci, situato nel quartiere di San Liberale. La struttura nasce dalla trasformazione di un ex cinema, diventato successivamente studio di registrazione e teatro sperimentale.
La dotazione tecnologica permette di accogliere diverse forme di spettacolo e di cultura contemporanea. Gli spazi, infatti, sono stati progettati per adattarsi a molteplici attività e allestimenti. Chroma srls, guidata da Manuela Pagot, gestisce il Teatro delle Voci dal gennaio 2025 in compartecipazione con la Fondazione Cassamarca.
Il progetto vuole così mettere in relazione due strutture differenti per storia e caratteristiche. Da una parte c’è il prestigio storico e architettonico dell’Eden. Dall’altra emerge la vocazione sperimentale e multifunzionale del Teatro delle Voci.
Teatri Trevigiani, l’obiettivo è ampliare la cultura a Treviso
Luigi Garofalo ha chiarito che la nuova iniziativa non nasce per entrare in competizione con altre realtà. L’intenzione è invece quella di arricchire l’offerta disponibile. Per questo motivo, la Fondazione Cassamarca ha aperto anche alle associazioni interessate a proporre iniziative artistiche e culturali.
In prospettiva, la quota della Fondazione potrebbe persino ridursi per lasciare spazio all’ingresso di altre realtà nella compagine societaria. La scelta conferma quindi la volontà di costruire un progetto aperto alla partecipazione di artisti e operatori del settore.
Un approfondimento sul patrimonio culturale e sulle iniziative artistiche può essere collegato internamente a contenuti pertinenti pubblicati sul sito, selezionando un articolo che condivida il tema della cultura a Treviso e della gestione di spazi teatrali.
Con la riapertura del Teatro Eden prevista per ottobre e la programmazione dei primi appuntamenti, Teatri Trevigiani si prepara dunque a diventare un nuovo punto di riferimento per musica, teatro, danza e cultura a Treviso. Il primo cartellone e la presenza annunciata di artisti internazionali rappresentano ora la prova più attesa per capire quale sarà il futuro di questo nuovo progetto culturale.















