TrevisoFBC, mister Edoardo Gorini - foto di repertorio di Fotostampa
Treviso FBC, mister Edoardo Gorini - foto di repertorio di Fotostampa

Due vittorie consecutive, dodici gol in campionato realizzati da altrettanti giocatori e tre punti conquistati al termine di una partita combattuta. Eugenio Gorini si gode il successo per 2-1 del Treviso FBC contro la Dolomiti Bellunesi, deciso dalla rete di Romeo all’88’, ma non nasconde qualche rimpianto per le numerose occasioni sprecate. Il tecnico biancoceleste promuove la prestazione dei suoi giocatori, soprattutto nel primo tempo, e individua nella gestione della ripresa l’aspetto sul quale lavorare.

«È stata una partita tirata, ma alla fine credo che la vittoria sia strameritata. È chiaro che, quando tieni in bilico queste partite e non le chiudi, rischi anche di perderle. Loro hanno avuto la palla del 2-1 e in quell’occasione è stato bravo Nobile. Però il primo tempo dovevamo terminarlo almeno con due gol di scarto».

Gorini dopo Treviso-Dolomiti Bellunesi: «Abbiamo fatto un’ottima partita»

Il Treviso aveva trovato il vantaggio con Brigati al 32′, dopo aver costruito diverse occasioni. Nella ripresa, però, il pareggio di Lewis al 67′ ha rimesso tutto in discussione, prima del gol decisivo di Romeo.

«Abbiamo fatto, secondo me, un’ottima partita, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo la cosa che mi è piaciuta meno è che forse abbiamo provato a gestire un po’ di più, senza andare a cercare con maggiore veemenza il secondo gol. Probabilmente è questo l’aspetto da migliorare. Però resta una buona prestazione e restano tre punti pesanti».

L’allenatore sottolinea quanto sia importante concretizzare le opportunità, soprattutto in un campionato nel quale gli incontri vengono spesso decisi da pochi episodi.

«Queste partite sono sempre molto tirate, molto sul filo. Alla fine decidono gli episodi. Se non chiudi la gara, basta un calcio d’angolo o una situazione da palla inattiva per rimettere tutto in discussione».

Gorini insiste sul tema della concretezza, ma preferisce guardare anche agli aspetti positivi della produzione offensiva.

«Quando crei le occasioni devi cercare di buttarla dentro. Però l’importante è crearle. È una cosa che dico già da un po’ di tempo e mi fa piacere ripeterla, perché significa che continuiamo a costruire opportunità. Quando non creeremo più occasioni, allora sarò un po’ più triste».

«La Dolomiti Bellunesi ha dato battaglia, non era una passeggiata»

Alla vigilia Gorini aveva avvertito i suoi giocatori delle difficoltà che avrebbero incontrato contro una squadra reduce da tre sconfitte consecutive. Il campo ha confermato le sue previsioni.

«Era evidente che loro attraversassero un momento di difficoltà. Durante la settimana hanno fatto quadrato, dalla società all’allenatore fino alla squadra. Sono venuti qui a dare battaglia, come è giusto che sia e come fanno la maggior parte delle squadre».

«In momenti come questi riesci sempre a tirare fuori qualcosa in più. Le Dolomiti Bellunesi hanno fatto la loro onesta partita e hanno creato alcune situazioni pericolose. Noi però siamo stati bravi a batterli, perché non era una partita semplice».

Il tecnico respinge anche l’idea che il Treviso avrebbe dovuto conquistare facilmente i tre punti contro una formazione in difficoltà.

«Magari all’inizio qualcuno si aspettava una passeggiata, invece non è stato così. Ma è una costante di questo campionato: fino adesso di passeggiate ne abbiamo fatte poche. L’unica partita che abbiamo vinto con due gol di scarto è stata quella contro la Caratese».

Il gol di Lewis, Gorini: «Calcio d’angolo battuto molto bene»

Tra gli episodi analizzati nel dopopartita c’è anche il pareggio della Dolomiti Bellunesi. Lewis ha segnato di testa al 67′, sfruttando un calcio d’angolo che ha sorpreso la difesa biancoceleste.

Gorini non attribuisce particolari responsabilità ai suoi difensori, riconoscendo soprattutto la qualità dell’esecuzione avversaria.

«Secondo me è stato un calcio d’angolo battuto molto bene. In quelle situazioni, se metti un pallone forte e vai ad attaccare il primo palo, diventa difficile difendere. Lewis è un giocatore molto dotato fisicamente, alto più di un metro e novanta, e ha fatto un bel gol. Non c’è niente da dire».

Il tecnico spiega anche perché certe situazioni siano particolarmente difficili da controllare.

«Lo analizzeremo e vedremo se avremmo potuto fare qualcosa per costringerli a mettere una traiettoria un po’ più morbida. Però, quando l’avversario esegue tutto alla perfezione, puoi subire gol. Se non ricordo male, l’anno scorso noi ne abbiamo segnati tre o quattro in questo modo con Salvi».

«Quando la palla viene calciata forte verso la porta e un giocatore alto un metro e novantacinque va ad attaccarla, anche se lo marchi fai fatica. Basta che riesca a toccarla. Ed è quello che è successo».

Dodici gol, dodici marcatori diversi: «Tutti partecipano»

Un dato particolare accompagna il percorso del Treviso in campionato: dodici reti segnate da dodici giocatori differenti. Un segnale della capacità dei biancocelesti di coinvolgere diversi interpreti nella fase offensiva.

«È un bel segnale, perché significa che tutti partecipano e tutti vogliono fare gol. È chiaro che a volte dobbiamo stare attenti: la troppa voglia di segnare può portarti a essere un po’ più squilibrato».

«Stiamo migliorando anche dal punto di vista dell’equilibrio. È un aspetto sul quale stiamo crescendo e il fatto di avere dodici marcatori diversi è comunque una cosa che fa piacere».

Infine, Gorini guarda al momento della squadra e al clima che accompagnerà la preparazione del prossimo impegno.

«Due vittorie nelle ultime due partite creano entusiasmo e aiutano a lavorare meglio. È stata una bella giornata, sarà una bella domenica e poi ci prepareremo alla prossima».

Il Treviso supera così anche l’ostacolo Dolomiti Bellunesi, trovando nel finale una vittoria che premia la mole di gioco prodotta. Per Gorini la soddisfazione è evidente, ma resta un messaggio preciso: la squadra deve imparare a chiudere prima le partite, evitando di lasciare agli avversari la possibilità di riaprirle.

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