Truffa dei like, blitz della Polizia in tutta Italia - Notizie Plus
Truffa dei like, blitz della Polizia in tutta Italia - Notizie Plus

La truffa dei like torna nel mirino della Polizia di Stato. Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, gli investigatori hanno eseguito sei perquisizioni e diversi sequestri nei confronti di un’organizzazione ritenuta responsabile di un articolato sistema di frodi informatiche basato sul cosiddetto “task scam”, una delle truffe online più diffuse degli ultimi anni. L’indagine ha inoltre consentito di ricostruire il presunto sistema di riciclaggio dei proventi illeciti accumulati attraverso le false offerte di lavoro diffuse sul web.

L’operazione è stata condotta dalla Sezione Operativa del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) della Polizia Postale per il Veneto, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Venezia.

Truffa dei like: come funzionava il sistema

L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata da un cittadino veneziano, contattato attraverso WhatsApp, Telegram e social network con un’offerta di lavoro apparentemente semplice, flessibile e molto remunerativa.

Alla vittima veniva proposto di svolgere attività elementari, come mettere “mi piace” a video pubblicati su piattaforme conosciute oppure recensire hotel e canali social. Per ogni operazione completata venivano promessi compensi compresi tra due e cinque euro.

Per rendere credibile il sistema, gli organizzatori accreditavano realmente i primi pagamenti, generalmente di poche decine di euro, direttamente sul conto corrente della vittima.

Dai piccoli guadagni alle richieste di migliaia di euro

Una volta conquistata la fiducia del malcapitato, iniziava la seconda fase della truffa dei like.

Le vittime venivano inserite in gruppi Telegram riservati e convinte a effettuare versamenti di denaro con la promessa di poter accedere a incarichi più redditizi oppure a presunti investimenti in criptovalute.

Quando gli importi versati raggiungevano cifre consistenti, spesso pari a diverse migliaia di euro, i truffatori bloccavano improvvisamente il conto virtuale utilizzato sulla falsa piattaforma.

A quel punto chiedevano ulteriori pagamenti, giustificandoli come tasse, commissioni o sanzioni necessarie per sbloccare le somme già investite. Una volta esaurita la disponibilità economica della vittima, interrompevano ogni contatto.

Le indagini della Polizia Postale

Gli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia hanno concentrato gli accertamenti sulla rete di conti correnti utilizzati per ricevere e movimentare il denaro sottratto.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione frazionava le somme e le trasferiva anche all’estero per rendere più difficile la tracciabilità dei flussi finanziari.

Grazie ad approfondite analisi informatiche e finanziarie, la Polizia Postale è riuscita a individuare la presunta filiera composta da prestanome e promotori della frode.

Perquisizioni e sequestri disposti dalla Procura di Venezia

Gli elementi raccolti durante l’indagine hanno consentito alla Procura della Repubblica di Venezia di emettere sette decreti di perquisizione personale, locale e informatica, eseguiti in diverse località del territorio nazionale.

L’attività investigativa ha permesso di confermare la riconducibilità dei conti correnti utilizzati per ricevere i proventi della frode e di sequestrare titoli di credito e documentazione bancaria ritenuta di interesse investigativo.

Il materiale acquisito sarà ora sottoposto agli ulteriori approfondimenti degli investigatori per ricostruire completamente i flussi finanziari e i ruoli dei soggetti coinvolti.

La Procura ricorda la presunzione di innocenza

La Polizia ricorda infine che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari.

Pertanto, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata esclusivamente con una sentenza definitiva e irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

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Per approfondire le campagne di prevenzione contro le frodi informatiche è disponibile il portale ufficiale della Polizia Postale: https://www.commissariatodips.it/