Vanoli post Pisa
Vanoli post Pisa

Venezia ancora corsaro. Gli arancioneroverdi hanno avuto la meglio sul Pisa dopo una partita molto combattuta. Lagunari in vantaggio, poi ripresi, ma ci hanno creduto sino alla fine. Queste le parole di Vanoli.

“L’ho già detto: noi dobbiamo continuare sul nostro percorso. Sappiamo quanti punti servono per sognare, e su cui continueremo a costruire la nostra crescita. Oggi per noi, come avevo detto ai ragazzi, era una partita importante, e abbiamo guadagnato punti che ci hanno fatto tornare secondi in classifica. Ma soprattutto, a parte questo, quella della squadra è stata una grande prestazione”.

Marco Olivieri ha fatto un goal fantastico.

“Da gennaio dell’anno scorso noi cercavamo Marco. Ho sempre detto che la crescita di un calciatore passa anche nei momenti difficili. E a volte si diventa eroi anche solo per cinque minuti. Però oggi, oltre che alla grande prestazione quando è entrato, ma già domenica scorsa, ha fatto un goal capolavoro”.

Adesso arriva un derby importante, malgrado la squalifica di Zampano si potrà pescare da un gruppo molto variegato.

“Parliamo di un gruppo, di una squadra, non di un singolo giocatore. Ho sempre detto che, se noi dobbiamo sognare, dobbiamo essere una squadra come abbiamo dimostrato oggi. E sicuramente, quelle che lotteranno per il nostro stesso sogno, sono potenzialmente più forti. Però noi oggi abbiamo dimostrato che abbiamo un’organizzazione di gioco, che abbiamo dei ragazzi che stanno crescendo, e adesso manca quel piccolo step di mentalità, ma vincere queste partite aiuta a crescere”.

Quale percentuale darebbe per la promozione?

“No, non la do, la promozione non la guardo. Ho sempre detto ai ragazzi che il girone di ritorno è completamente diverso da quello dell’andata. E noi dobbiamo essere sempre concentrati e guadrare il nostro percorso. Sappiamo che per sognare ci vogliono tot punti e quindi tot vittorie. E su quello noi, partita dopo partita, dobbiamo mettere un mattoncino che ci serve per provare a sognare, perché la lotta per questo sogno, secondo me, ci sono tre squadre a parer mio più forti di noi e che oltretutto si sono rinforzare a dicembre. Ma noi abbiamo una differenza rispetto a queste compagini: noi siamo una squadra. Siamo una squadra che tutti questi ragazzi hanno voglia di determinare, come è successo a Olivieri oggi”.

Come ha visto il Pisa? Er al apartita che si aspettava e che ha preparato?

“Ci tenevo e rispettavo tanto questa partita. Uno, perché vincere in questo stadio non è semplice. Il Pisa è una squadra che gioca a calcio e lo ha dimostrato. Dovevamo stare attenti subito dopo l’1-1 per voler andare a cercare il risultato a tutti i costi. Abbiamo lasciato quello spazio tra le lineee che, a volte, loro nelle combinazioni sono veramente bravi. E però siamo riusciti a gestirle bene. Tuttavia, più si va avanti e più tutte l partite sono veramente in equilibrio. Oggi, per tutte le squadre i punti contanto veramente tanto. C’è chi ha un obiettivo, chi ne ha un altro, ma la determinazione delle squadre è importante”.

Il modulo 3-5-2 continua a dare i suoi frutti.

“Sinceramente non capisco questa cosa del 3-5-2; abbiamo fatto la prima parte col 4-3-3 e siamo arrivati primi in classifica. Io ho solo detto che sono ritornato, perché penso di essere un allenatore “elastico”. Perché questo? Perché con quello che è successo al nostro mercato di gennaio, in cui abbiamo venduto un giocatore forte alla concorrenza, giustamente un allenatore, oltre che arrabbiarsi, deve anche ragionare su quello che gli è rimasto. Ma oltre a quello, dopo, c’è anche l’interpretazione di un sistema di gioco. Perché prima giocavamo a 4 e costruivamo a 3″.

Era per dire che le cose andavano bene anche prima…

“E per questo, devo dire: complimenti a questi ragazzi. Perché gli ho fatto capire che il modulo va interpretato. E un allenatore deve anche saper valutare quello che dopo il mercato gli è rimasto. I miei ragazzi sono eccezionali, perché fortunatamente l’anno scorso abbiamo lavorato tanto su questo, quindi le interpretazioni su questi sistema le avevamo, come del resto le avevamo anche quando facevamo il 4-3-3”.