GdF Venezia
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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia ha disvelato una sofisticata metodologia di evasione d’imposta ideata da un’azienda operante nel settore dell’e-commerce e specializzata nella vendita di cucine industriali ed attrezzature professionali.

In particolare, i Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Venezia hanno avviato un’accurata analisi di rischio e una preliminare attività di ricerca informativa che ha consentito di individuare come l’operatore economico avesse formalmente delocalizzato la sede dell’impresa in uno Stato dell’est-Europa ai soli fini di un risparmio d’imposta, dato che, di fatto, l’azienda ha mantenuto il proprio centro di interessi nel veneziano.

I Finanzieri hanno così ricostruito il disegno di esterovestizione societaria, secondo il quale tutte le attività d’impresa sarebbero state svolte, di fatto, in Italia, sottraendole al regime fiscale nazionale, in danno dell’economia locale e delle imprese che operano nella legalità.

Gli ulteriori accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza hanno, altresì, consentito di verificare come sia i fornitori che i clienti dell’impresa (che commercializzava i beni prevalentemente via web) fossero esclusivamente italiani, constatando che la merce acquistata e rivenduta dalla società non fosse mai transitata attraverso il territorio est-europeo, sebbene la documentazione esaminata ne certificasse il contrario.

A conclusione dell’attività ispettiva, i finanzieri hanno ricostruito un’evasione fiscale pari a 1,7 milioni di euro di ricavi non dichiarati e oltre 340.000 euro di IVA evasa, segnalando all’Autorità Giudiziaria lagunare il rappresentante legale, per aver omesso la presentazione delle previste dichiarazioni fiscali annuali.

“L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Venezia – si legge in una nota ufficiale – testimonia l’incessante impegno profuso nel contrasto ad ogni forma di illegalità nel settore economico-finanziario, favorendo un approccio sistematico nella repressione degli illeciti fiscali anche transnazionali, a tutela, peraltro, di una leale concorrenza di mercato.

Si rappresenta che l’attività verte nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna”.