Mister Ivan Javorcic in Venezia FC-Ascoli - Foto: Picenotime
Mister Ivan Javorcic in Venezia FC-Ascoli - Foto: Picenotime

Ecco le dichiarazioni di mister Ivan Javorcic, allenatore del Venezia FC, al termine del match di Coppa Italia perso in casa contro l’Ascoli.
“Diciamo che una partita di calcio di per se è sempre bella ed incredibile. Ne è uscita una bella partita per noi. Faccio veramente i complimenti ai miei ragazzi. Sono orgoglioso dei miei ragazzi per l’impegno e la dedizione e per come abbiamo saputo non mollare mai, sicuramente hanno dato un segnale in un momento di estrema difficoltà. È sicuramente stata una partita a sé, bisogna vederla nel contesto, ma nel contesto sono orgoglioso dei ragazzi che hanno partecipato. Mikaelsson penso che sia stato un eroe, perché Hasanbegovic doveva comunque uscire, ha fatto una buonissima partita, era un cambio già in programma. Quanti ne potrò recuperare degli assenti? È difficilissimo dirlo oggi, spero di poter recuperare i giocatori acciaccati, per il resto non ho le competenze per rispondere. È difficile vedere questa gara come un test, in previsione del match della prossima settimana. Penso che sia giusto contestualizzarla. Qualche ragazzo comunque ha fatto bene, alcuni era la prima volta che li vedevo, era una situazione difficile, abbiamo improvvisato parecchio. Sul 2-2? Il calcio è bello anche perché è imprevedibile, anche se sembrava una partita chiusa, alla fine l’abbiamo recuperata; penso che alla fine anche la gente allo stadio si sia divertita, comunque si è trattato di un pomeriggio positivo per noi. Per quanto riguarda i giocatori della prima squadra, tutti hanno fatto un’ottima partita e doppio lavoro, si sono dimostrati all’altezza della situazione, anche per il lavoro di leadership, nei confronti dei più giovani. Costruire il gioco dal basso? Strumento importante nel calcio moderno. Bisogna saper scegliere che cosa fare nel momento giusto, in base anche all’atteggiamento dell’avversario. E quelle poche occasioni che potevamo far male all’avversario siamo andati in parità. Si tratta più di strategia della partita che di un concetto sul quale, comunque, si lavorerà sempre, perché ripeto, bisognerà scegliere sempre in base al contesto”.