Il Venezia sogna la A

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Tacopina e Inzaghi

Crollano gli ultimi irriducibili increduli. Pippo Inzaghi è l’allenatore del Venezia.

Eccolo. Completo scuro, fisico da invidiare, spirito di uno che sa quello che sta per fare. Appare quasi all’improvviso, nel salone riservato da Joe Tacopina nell’hotel Ca’ Sagredo di Venezia. Sopra le teste, opere d’arte di valore, dipinti di Tiepolo e Ricci, sotto, giù in campo Santa Sofia, i tifosi intonano il celebre «oi-oi-oi, Pippo Inzaghi segna per noi». O forse «sogna con noi». Il capolavoro di Joe Tacopina è l’ingaggio di un nome di prestigio assoluto nel panorama del calcio italiano. Per lui una panchina importante, quella del Venezia, una panchina che ha ospitato, tra gli altri, tecnici come Cesare Prandelli, poi azzurro, o Giampiero Ventura, azzurro dopo gli Europei. O come Zaccheroni, che ha allenato la nazionale del Giappone. Il presidente Tacopina parte in italiano, qualche frase prima di consigliare le cuffie per la traduzione. «Io oggi sono orgoglioso» attacca l’avvocato italo-americano «sono nella città più bella del mondo e posso presentarvi un allenatore che tutto il mondo conosce. Questo è un altro passo verso il ritorno del Venezia ai massimi livelli. Con Filippo Inzaghi qui a Venezia sta succedendo qualcosa di grande. Sì, è un giorno meraviglioso per me e per tutti gli sportivi della città». E con il wonderful day entra in campo anche la traduttrice. «Inzaghi è la persona giusta» continua Tacopina «le nostre strade si sono incrociate e sono rimasto incantato dalla sua competenza, la sua professionalità, la sua voglia di vincere. E anche la sua umiltà, perchè da parte sua accettare di scendere in Lega Pro è un segno di umiltà. Anche se in Lega Pro resteremo poco, perchè i nostri programmi sono di continuare a scalare le categorie. Lui è qui per questo». Tacopina consegna la maglia del Venezia a Inzaghi e poi annuncia: «Ho una sorpresa, un attaccante: e sfodera un’altra maglia nella quale troneggia il numero 9 e all’altezza delle spalle il nome Inzaghi». Il tecnico ride ma sottolinea che non ha intenzione di tornare in campo. Ha già dato, una carriera straordinaria costellata di gol e di successi. «Il Venezia in Lega Pro non c’entra niente» è una delle prime frasi dell’adesso tecnico piacentino «sono qui da poco ma mi sto rendendo conto che la struttura societaria è di categoria decisamente superiore. C’è tutto per far bene». Scorre la presentazione e va aperta una parentesi proprio con Perinetti. Perché in realtà è lui il grande regista di questa e altre operazioni (ufficiale l’arrivo dell’ex Udinese Domizzi, ndr). Palla ancora a Inzaghi. «Sono pronto, vorrei cominciare subito. Non sono qui per fare un anno bene e poi tornare in serie A. Io in serie A tornerò con il Venezia».

Gian Nicola Pittalis

Tacopina e Inzaghi

 

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