Radar Venezia 2026 raccoglie l’eredità della Venice Fashion Week e trasforma dodici anni di esperienza in un progetto dedicato alla creatività contemporanea. Dal 19 al 24 ottobre, Venezia ospiterà sei giorni di sfilate, mostre, incontri, laboratori e atelier aperti al pubblico. La manifestazione, promossa da Venezia da Vivere e inserita nel calendario dei Grandi Eventi del Comune, amplia il proprio orizzonte: non più soltanto moda, ma anche alto artigianato, design, arte, formazione e produzione.
Il nuovo progetto è stato presentato a Ca’ Farsetti dall’assessore comunale alla Cultura Paolo Romor, insieme agli organizzatori Laura Scarpa e Lorenzo Cinotti e al direttore generale di Vela Spa Fabrizio D’Oria. L’obiettivo è valorizzare le realtà creative già presenti in città, creando nuove occasioni di collaborazione tra studenti, professionisti, imprese e istituzioni.
«Radar Venezia nasce da una realtà che in questi anni ha saputo costruire una rete e oggi sceglie di allargare il proprio sguardo», ha sottolineato Romor. Per l’assessore, l’iniziativa racconta una Venezia contemporanea capace di offrire opportunità non soltanto nel turismo, ma anche nella formazione, nella ricerca e nella produzione.
Radar Venezia 2026, il programma dal 19 al 24 ottobre
La prima giornata, lunedì 19 ottobre, si aprirà con un incontro dedicato alla cultura dell’ambra, organizzato con Fondazione La Via dell’Ambra e Venice Design Week. Al JW Marriott Venice, Marina Spadafora presenterà il libro Se sembra impossibile, puoi farlo. Una vita nella moda, con una missione speciale. In serata, la Scuola Grande San Giovanni Evangelista ospiterà la sfilata sartoriale Always in Venice.
Martedì 20 ottobre spazio a CreativeMornings nella galleria SPARC*, alla mostra PerindossArti presso la Galleria Studio Berengo San Marco e al progetto The Very Last Layer / L’ultimo spessore. Quest’ultimo, firmato dalla couturière sudafricana Romi Loch Davis, sarà ospitato a Palazzo Venart. Gli studenti di ITS Marco Polo Academy cureranno l’allestimento, trasformando l’iniziativa in un’esperienza di formazione sul campo.
Mercoledì 21 ottobre, Casa Flora ospiterà un incontro dedicato a ospitalità, sostenibilità e comunità creativa. La giornata sarà aperta al pubblico e comprenderà un intervento della designer Alessandra Micolucci.
Moda e formazione: gli incontri con Iuav e Antonio Marras
Uno degli appuntamenti centrali di Radar Venezia 2026 è previsto per giovedì 22 ottobre. A Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa, si svolgerà il primo tavolo Venezia Produce Futuro, dedicato alle possibilità di crescita della scena creativa cittadina.
Alle Procuratie di Piazza San Marco, negli spazi di The Human Safety Net, l’Università Iuav di Venezia presenterà Iuav Fashion. Inoltre, Orsoni Venezia 1888 ospiterà una ricerca degli studenti della Designskolen Kolding, che intreccia moda, teatro e mosaico prendendo spunto dall’opera seicentesca Hipermestra. Previsto anche un workshop dell’atelier Lunardelli Venezia in collaborazione con Venice Cocktail Week.
Venerdì 23 ottobre sarà la giornata del confronto tra cultura, creatività e territorio. Alle Procuratie, Antonio Marras dialogherà con Angela Vettese e Sara Sozzani Maino. Alla Fondazione Querini Stampalia, invece, Jacopo Ascari presenterà Quadreria Futura Venezia, un atlante visivo che mette in relazione libri d’artista, artigianato, architettura e patrimonio culturale veneziano.
Atelier Aperti e Radar Night: Venezia incontra i suoi creativi
Dal 22 al 24 ottobre, l’iniziativa Atelier Aperti permetterà al pubblico di entrare in botteghe, studi, laboratori e manifatture. Sarà un’occasione per incontrare direttamente artisti, artigiani e designer, osservare le tecniche di lavorazione e conoscere i materiali utilizzati.
La manifestazione si concluderà sabato 24 ottobre con la Radar Night, che coinvolgerà boutique e negozi di moda e design attraverso aperitivi e incontri.
La trasformazione della Venice Fashion Week non riguarda soltanto il nome. Gli organizzatori vogliono infatti sviluppare una piattaforma capace di proporre iniziative durante tutto l’anno.
«Venezia possiede le caratteristiche di un campus creativo diffuso, nel quale conoscenza, cultura e produzione convivono a pochi minuti di distanza», spiegano Laura Scarpa e Lorenzo Cinotti.
Anche Fabrizio D’Oria evidenzia la possibilità di superare i confini temporali della tradizionale settimana della moda. Dopo dodici edizioni, il progetto punta a una presenza più continuativa, offrendo soprattutto ai giovani talenti nuove occasioni di visibilità.
Con Radar Venezia 2026, la città mette quindi in relazione la propria tradizione artigiana con le nuove generazioni di creativi, dando spazio a una rete che coinvolge scuole, università, fondazioni, imprese e professionisti internazionali.
Per ulteriori aggiornamenti e notizie: notizieplus.it
Il nostro Tg su TgPlus.it















