A urne chiuse e con il nuovo presidente Stefani insediato, Luca Zaia torna a parlare del tema che ha dominato per mesi il dibattito politico: il terzo mandato.
Un argomento che, secondo il governatore uscente, resta “un’anomalia tutta italiana” e che ora, con le elezioni regionali concluse, merita una discussione seria e definitiva.
«Io ora sono incandidabile: è la legge. Ma basta la mezzanotte e finisce tutto»
Zaia ha ricordato come l’attuale normativa renda impossibile la sua candidatura a un ulteriore mandato, definendo la questione un paradosso istituzionale. «In questo momento sono incandidabile, è la legge. Basta passare la mezzanotte e il problema è finito», ha dichiarato con tono diretto, aggiungendo un commento critico sul clima politico: «Un delinquente resta un delinquente. Il ministro ha detto che siamo un centro di potere».
Parole che arrivano dopo settimane di discussione sulle regole per governatori e amministratori locali, uno dei nodi più dibattuti in vista delle elezioni regionali in Veneto.
«Ora c’è un presidente, ed è giusto che lavori lui»
Il governatore ha poi riconosciuto il nuovo ruolo del presidente Stefani: «Adesso abbiamo un presidente ed è giusto che lo faccia lui».
Una posizione che ribadisce come, almeno per ora, il tema del terzo mandato sia una questione politica e non personale.
«Serve una votazione: non capisco perché mantenere questa anomalia»
Zaia ha invitato il Parlamento a intervenire: «Sul terzo mandato invito a fare una votazione. Non capisco per quale motivo si debba mantenere in piedi questa anomalia».
E porta alcuni esempi: Fugatti, Acquaroli, Marsilio. Tutti governatori arrivati o diretti verso la fine del secondo mandato, come lui.
«È un’anomalia tutta italiana – ha ricordato – e lo dico da quando ero Presidente della Provincia. Ho subito anche io limiti di mandato, mentre tanti altri ruoli elettivi non hanno blocchi: ministri, senatori, deputati, consiglieri regionali, assessori, sindaci sotto i 20mila abitanti. Gli unici davvero limitati sono i governatori».
Il segnale degli elettori: «Hanno detto che non era giusto»
Per Luca Zaia, il risultato delle urne rappresenta più di un voto di riconoscenza:
«I cittadini hanno dato un segnale. Non solo vicinanza o stima: è un messaggio chiaro rispetto a ciò che hanno ritenuto non giusto».
Un riferimento implicito al dibattito che ha accompagnato per mesi la campagna elettorale, con il tema del terzo mandato al centro della scena.















