Il Teatro torna a coinvolgere direttamente i cittadini e trasforma un luogo della città in uno spazio di narrazione condivisa. A Treviso, infatti, il regista veneziano Mattia Berto invita il pubblico a salire sul palcoscenico con il progetto “Grand Hotel di cittadinanza”.
L’iniziativa punta a costruire una comunità attraverso storie personali, incontri e racconti di accoglienza. Dal 14 al 22 marzo, l’Hotel Continental ospiterà laboratori e performance che vedranno protagonisti i cittadini stessi. Il messaggio è chiaro: qualsiasi spazio urbano può diventare scena e ogni storia può trasformarsi in copione.
Teatro di cittadinanza: quando la città diventa scena
Da oltre quindici anni Mattia Berto porta avanti un’idea di Teatro che coinvolge direttamente la comunità. Il regista veneziano ha ideato il “Teatro di cittadinanza”, un progetto nato in laguna e pensato come una forma di militanza artistica gentile.
Nel tempo ha trasformato luoghi quotidiani in scenografie inaspettate. I banchi della Pescheria, un autobus storico targato Mom e persino il salotto del mobiliere Andrea Crescente hanno già ospitato spettacoli e narrazioni.
Ora tocca all’angolo bar dell’Hotel Continental, che diventerà il cuore del nuovo progetto a Treviso. Qui cittadini e partecipanti porteranno le proprie storie, trasformandole in materia teatrale viva. Di conseguenza la città stessa si trasforma in racconto collettivo.
Laboratori e racconto autobiografico: il Teatro partecipato
Prima dello spettacolo, i partecipanti prenderanno parte a un percorso laboratoriale. I workshop si svolgeranno nei fine settimana del 14 e 15 marzo e del 21 e 22 marzo.
La partecipazione è aperta a tutti gli adulti. Non serve esperienza teatrale, ma solo curiosità e voglia di mettersi in gioco. Il percorso inizierà con un training dedicato all’ascolto e alla costruzione del gruppo al Teatro Del Monaco.
Successivamente, il lavoro si concentrerà sulla ricerca autobiografica. Le storie dei partecipanti diventeranno il cuore della drammaturgia. In questo modo il Teatro prende forma direttamente dalle esperienze di chi vive la città.
Accoglienza e incontri: il progetto a Treviso
Il tema centrale dell’iniziativa è l’accoglienza. Le storie raccontate durante il laboratorio parleranno di incontri, percorsi di vita e momenti in cui le esistenze si sfiorano.
L’hotel diventa così una metafora della comunità contemporanea. Le camere, i corridoi e la hall si trasformano in luoghi simbolici dove transitano persone e memorie. Inoltre, ogni partecipante porta con sé una “valigia” fatta di ricordi, identità e desideri.
Secondo Berto, questi spazi permettono di aprire porte su mondi intimi e collettivi. Proprio per questo il progetto intende creare una comunità temporanea capace di raccontarsi e ascoltarsi.
Teatro e comunità: un laboratorio sociale
Negli anni il lavoro di Berto nella Marca trevigiana ha rivelato una realtà vivace e ricca di energie. Il regista ha incontrato cittadini che, anche se non originari del territorio, hanno trovato nel laboratorio teatrale un modo per radicarsi nella comunità.
Paradossalmente, nelle realtà più piccole costruire relazioni può risultare più complesso. Tuttavia il Teatro offre uno spazio neutro dove persone diverse possono incontrarsi.
L’obiettivo è creare connessioni nuove e durature. Inoltre, l’iniziativa vuole intrecciare una rete di storie che continui a vivere anche oltre la performance finale.
Come partecipare al progetto di Teatro
Chi desidera prendere parte al laboratorio può candidarsi inviando una mail al Teatro Stabile del Veneto. Il progetto è aperto a chi ha più di diciotto anni e desidera condividere un frammento della propria storia.
Il Teatro, in questo caso, non resta confinato sul palco. Diventa invece uno strumento di incontro, dialogo e partecipazione. E a Treviso una semplice hall d’albergo può trasformarsi in un palcoscenico dove la città racconta se stessa.















