Passaggio generazionale sempre più difficile: imprenditori anziani e pochi giovani al comando
Passaggio generazionale sempre più critico per il tessuto produttivo della Marca Trevigiana. Il ricambio alla guida delle aziende si conferma una delle emergenze economiche più rilevanti del territorio, con migliaia di attività che potrebbero cessare nei prossimi anni per assenza di eredi o di nuovi imprenditori pronti a subentrare.
Secondo le stime elaborate dagli uffici di CNA Provinciale Treviso, sono almeno 8.000 le imprese trevigiane che rischiano la chiusura entro i prossimi cinque anni a causa del pensionamento dei titolari senza continuità aziendale. Un dato che mette in evidenza una fragilità strutturale crescente, collegata all’invecchiamento della classe imprenditoriale e alla difficoltà di costruire un reale ricambio.
Attualmente i titolari under 35 rappresentano meno del 10% del totale: si tratta di 5.706 imprenditori su 76.186 imprese presenti nel territorio. Al contrario, circa il 25% dei titolari ha più di 60 anni, mentre cresce anche la presenza di imprenditori oltre i 90 anni. Numeri che fotografano un sistema produttivo maturo, ma sempre più esposto al rischio di interruzione delle attività.
Imprese artigiane e manifattura tra i settori più colpiti
Il fenomeno riguarda in modo particolare il comparto manifatturiero artigiano, storicamente centrale per l’economia trevigiana. Dal 2019 a oggi il settore ha già perso quasi 4.000 imprese, segnale evidente delle difficoltà che stanno attraversando piccole aziende e laboratori.
Per un territorio che ha costruito la propria forza economica sulla piccola impresa e sull’artigianato, il rallentamento del ricambio generazionale rappresenta una minaccia concreta alla competitività futura. La perdita di competenze, professionalità e know-how rischia infatti di impoverire l’intero sistema locale.
Successione aziendale: molti ci pensano, pochi pianificano davvero
Dall’indagine CNA emerge che oltre l’80% degli imprenditori over 40 ha già affrontato il tema della successione. Tuttavia, più della metà non ha ancora avviato un percorso concreto per organizzare il trasferimento dell’attività.
Quando il subentro avviene in famiglia, la trasmissione d’impresa va a buon fine nel 63,7% dei casi. Le difficoltà aumentano invece sensibilmente nelle cessioni a dipendenti o a soggetti esterni. Quasi il 30% delle piccole imprese incontra ostacoli importanti durante il processo di passaggio, confermando una debolezza diffusa del sistema.
Burocrazia, credito e costo del lavoro frenano il ricambio
A rendere più complesso il quadro contribuiscono diversi fattori esterni. Tra i principali ostacoli emergono la burocrazia eccessiva, la pressione fiscale elevata, il costo del lavoro e la difficoltà nel reperire personale qualificato.
Sempre più delicato anche il tema dell’accesso al credito. Per micro e piccole imprese si registra una riduzione significativa del supporto bancario, elemento che rende più difficile investire nel trasferimento aziendale o accompagnare l’ingresso di nuove generazioni alla guida dell’impresa.
CNA Treviso: servono misure strutturali
Il presidente di CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco, ha sottolineato la necessità di politiche mirate per sostenere il ricambio imprenditoriale, favorire l’accesso al credito e semplificare il quadro normativo.
Positivo il giudizio sull’attivazione del Fondo Staffetta da parte della Regione Veneto, nato da una proposta di CNA Veneto e inserito tra i cinque pilastri del Patto per lo Sviluppo “Veneto 2030”. Secondo CNA, ora sarà fondamentale trasformare questo strumento in misure chiare, accessibili e realmente efficaci per imprese e nuove generazioni.















