cardiopatia, medicina dello sport, Treviso

Cardiopatia, esercizio fisico e sport: cinque giorni di confronto a Treviso

Cardiopatia e attività sportiva tornano al centro del dibattito scientifico nazionale con un importante appuntamento in programma a Treviso dal 25 al 29 maggio. La cardiopatia nei giovani atleti rappresenta oggi una delle principali sfide della medicina dello sport, soprattutto quando il desiderio di continuare a praticare attività fisica si scontra con il rischio cardiovascolare. Proprio per affrontare questo tema, la Medicina dello Sport di Treviso dell’Ulss 2 Marca trevigiana organizzerà il secondo “Corso nazionale di prescrizione dell’esercizio fisico e allenamento nell’atleta con cardiomiopatia e non solo – dalla teoria alla pratica”.

L’evento si svolgerà nella Sala Convegni della Madonnina e vedrà la partecipazione di alcuni tra i più importanti cardiologi, medici dello sport e scienziati italiani e internazionali impegnati nella gestione dell’atleta affetto da patologie cardiovascolari potenzialmente a rischio di arresto cardiaco. Tra gli ospiti più attesi ci sarà anche Sandro Donati, simbolo della lotta al doping e protagonista del percorso di rinascita sportiva di Alex Schwazer.

Il corso sarà coordinato dalla Medicina dello Sport diretta dal dr Patrizio Sarto, sede del Centro regionale di riferimento per lo sport nei giovani con cardiopatia. Un centro che negli anni è diventato un punto di riferimento nazionale per la gestione clinica e sportiva dei giovani pazienti.

Giovani con cardiopatia: le domande delle famiglie e il ruolo della medicina dello sport

“Posso ancora fare attività fisica?” e “Cosa mi mette davvero in pericolo?” sono le domande che sempre più frequentemente arrivano agli specialisti dopo una diagnosi di cardiopatia. Interrogativi che riguardano non solo l’idoneità agonistica ma anche la possibilità di continuare una vita fatta di movimento, relazioni sociali, autonomia e qualità della vita.

Secondo il dr Patrizio Sarto, la medicina dello sport moderna deve offrire risposte concrete e personalizzate ai giovani pazienti. L’obiettivo non è più soltanto vietare l’attività sportiva, ma accompagnare ragazzi e famiglie in un percorso sicuro e controllato che permetta, quando possibile, di continuare ad allenarsi.

Il Centro di Treviso ha costruito negli anni un modello innovativo basato su osservazione clinica, monitoraggio costante e supporto psicologico. Negli ultimi quattro anni sono stati valutati oltre 700 atleti provenienti da tutta Italia e più di 250 giovani con patologie cardiovascolari considerate potenzialmente a rischio di arresto cardiaco sono stati inseriti in un protocollo strutturato e continuativo.

Il corso nazionale di Treviso: esperti italiani e internazionali a confronto

Saranno 29 i relatori e moderatori coinvolti nelle cinque giornate di formazione. Parteciperanno rappresentanti delle più importanti università italiane, dei principali centri di cardiologia e medicina dello sport e specialisti provenienti anche da Londra. Un livello scientifico elevato che conferma il crescente interesse verso la prescrizione dell’esercizio fisico nei giovani con cardiopatia.

Tra gli aspetti centrali del corso ci sarà il confronto multidisciplinare tra esperti di cardiologia dello sport, aritmologia, psicologia, fisiologia dell’esercizio e medicina dell’allenamento. L’obiettivo sarà trasferire ai partecipanti strumenti pratici per la gestione clinica e sportiva di pazienti che fino a pochi anni fa venivano considerati automaticamente non idonei all’attività agonistica.

Grande attenzione verrà dedicata anche alla discussione di otto casi clinici selezionati di giovani atleti affetti da sindrome del QT lungo, una rara malattia genetica ereditaria associata a rischio aritmico. Grazie al percorso di monitoraggio e valutazione sviluppato dal Centro di Treviso, in collaborazione con il gruppo milanese diretto dal professor Peter Schwartz, questi giovani sono riusciti a tornare alla pratica sportiva agonistica in un contesto di rigorosa supervisione clinica.

Allenamento controllato e nuove tecnologie per gli atleti con cardiopatia

Durante il corso saranno affrontati numerosi temi legati alla gestione dell’esercizio fisico controllato nei pazienti con cardiopatia. Si parlerà della pianificazione dell’allenamento nelle cardiomiopatie e nelle sindromi aritmiche ereditarie, della gestione della terapia beta-bloccante negli sportivi e della definizione personalizzata dei programmi di allenamento.

Spazio anche alle nuove tecnologie applicate al monitoraggio metabolico e all’attività fisica controllata, oltre alle sessioni pratiche in palestra e alla discussione diretta di casi clinici reali provenienti dall’esperienza del Centro regionale di Treviso.

Uno dei momenti più significativi sarà rappresentato dalle testimonianze dei pazienti. Alcuni giovani racconteranno il difficile momento della diagnosi, l’interruzione dell’attività agonistica e il percorso che ha consentito loro di tornare a praticare sport in sicurezza.

Cardiopatia e qualità della vita: la nuova sfida della medicina sportiva

Per l’Ulss 2 Marca trevigiana e per tutto il team della Medicina dello Sport, il corso rappresenta non solo un importante impegno organizzativo ma anche la conferma di una nuova visione della cura. Una visione che punta a superare il semplice concetto di esclusione sportiva per costruire percorsi personalizzati capaci di garantire movimento, salute e qualità della vita.

La cardiopatia non coincide più automaticamente con la fine dello sport. L’esperienza maturata dal Centro di Treviso dimostra come, attraverso controlli rigorosi, monitoraggio costante e programmi di allenamento personalizzati, molti giovani possano continuare a praticare attività fisica in condizioni di sicurezza. Un approccio che oggi rappresenta uno dei modelli più avanzati nel panorama nazionale della medicina dello sport dedicata alla cardiopatia.