All’ospedale di Conegliano il tasso di tagli cesarei scende al 5,9%
Parti naturali sempre più al centro dell’assistenza ostetrica dell’ospedale di Conegliano. Ormai rappresentano uno dei principali punti di forza dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dal dottor Alberto Candiotto. I dati del 2025 confermano un risultato di particolare rilievo: il tasso di tagli cesarei si ferma infatti al 5,9% su circa 800 parti ogni anno, un valore nettamente inferiore rispetto alla soglia massima del 10% prevista dalla programmazione regionale.
Si tratta di un traguardo che testimonia l’efficacia di un modello organizzativo fondato sulla collaborazione multidisciplinare e sull’attenzione alla fisiologia della gravidanza e del parto, con l’obiettivo di garantire alle future mamme un’assistenza sempre più personalizzata e sicura.
Un lavoro di squadra per favorire i parti naturali
Secondo il direttore della struttura, Alberto Candiotto, il risultato ottenuto nasce dall’impegno della nuova équipe di Ostetricia, che opera in stretta sinergia con Pediatria, Neonatologia e Consultori territoriali.
L’organizzazione del percorso nascita si basa su un monitoraggio costante delle donne in gravidanza grazie al potenziamento dell’attività consultoriale, che consente di individuare precocemente eventuali situazioni patologiche prima del ricovero in ospedale.
Durante il travaglio, quando le condizioni cliniche lo consentono, viene privilegiato un rapporto assistenziale “uno a uno” tra ostetrica e partoriente. Un modello che permette di seguire ogni donna in maniera continuativa, offrendo supporto durante tutte le fasi della nascita.
Tecniche innovative per accompagnare il parto
L’assistenza proposta dall’ospedale di Conegliano punta anche sull’innovazione. Le future mamme vengono accompagnate attraverso metodiche di riequilibrio posturale finalizzate a facilitare il parto, tra cui la tecnica Spinning Babies e la possibilità di partorire in posizione libera.
A queste si aggiunge un utilizzo sempre più diffuso della partoanalgesia, impiegata in modo sicuro per il controllo del dolore durante il travaglio, ampliando così le possibilità assistenziali offerte alle pazienti.
L’integrazione di queste metodologie contribuisce a ridurre il ricorso agli interventi chirurgici quando non strettamente necessari, valorizzando un approccio orientato alla fisiologia del parto.
Cresce l’assistenza ai travagli dopo un precedente cesareo
Tra gli elementi distintivi del reparto figura anche la crescente attenzione ai travagli TOLAC (Trial of Labor After Cesarean).
Questa procedura offre alle donne che hanno affrontato un precedente taglio cesareo la possibilità di sostenere un travaglio di prova con l’obiettivo di partorire successivamente per via vaginale. Una scelta assistenziale che consente, quando clinicamente indicata, di limitare il ricorso a ulteriori interventi chirurgici e di favorire un percorso di nascita più naturale.
Nuova vasca per il travaglio e il parto in acqua
L’offerta del Punto nascita si è inoltre arricchita con una nuova vasca dedicata al travaglio e al parto in acqua, più moderna e funzionale rispetto alla precedente.
Lo strumento permette di offrire ulteriori benefici alle partorienti grazie al rilassamento muscolare favorito dall’acqua calda e al naturale effetto analgesico che accompagna il travaglio.
Nel corso dell’ultimo anno il reparto ha registrato dodici travagli in acqua e dieci parti in acqua, tre dei quali assistiti proprio grazie alla nuova vasca recentemente introdotta.
Collaborazione tra specialisti per un percorso nascita completo
A completare il percorso assistenziale è la costante collaborazione tra Ostetricia, Pediatria e Neonatologia, che garantisce un’assistenza integrata sia alla madre sia al neonato durante tutte le fasi della degenza.
Il risultato ottenuto dall’ospedale di Conegliano conferma come un’organizzazione multidisciplinare, l’innovazione clinica e l’assistenza personalizzata possano favorire un numero sempre maggiore di parti naturali, mantenendo il ricorso al taglio cesareo ben al di sotto degli standard regionali e consolidando un modello assistenziale orientato alla qualità delle cure.















