Plastica riciclata, tre misure urgenti per evitare il blocco della raccolta differenziata
Plastica riciclata al centro di un’emergenza che rischia di compromettere l’intero sistema della raccolta differenziata. La plastica riciclata, infatti, continua ad accumularsi nei centri di raccolta a causa della crisi della domanda, con depositi ormai prossimi alla saturazione. Una situazione che potrebbe provocare il blocco della filiera e mettere in difficoltà il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani.
Per evitare uno scenario che avrebbe pesanti conseguenze sul territorio, la Regione ha individuato tre interventi immediati. L’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini ha segnalato il problema al Governo e ha convocato un tavolo regionale coinvolgendo tutti gli operatori del settore, da Corepla agli enti gestori, con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise e rapide.
Tre interventi per scongiurare il blocco della raccolta
Le misure individuate puntano a garantire la continuità del servizio e a evitare che l’accumulo di materiale renda impossibile il conferimento della plastica proveniente dalla raccolta differenziata.
Le azioni proposte sono tre:
- autorizzare nuovi spazi di stoccaggio in deroga per aumentare temporaneamente la capacità dei depositi;
- trasferire gli eccessi di materiale verso altri impianti produttivi già autorizzati alla gestione della plastica riciclata;
- destinare ulteriori quantitativi ai termovalorizzatori attraverso autorizzazioni straordinarie al recupero energetico.
L’obiettivo è alleggerire rapidamente la pressione sui centri di raccolta, oggi vicini ai limiti massimi di capacità.
Il rischio: stop alla filiera dei rifiuti
Secondo l’assessore regionale, senza un intervento tempestivo il sistema potrebbe andare incontro a gravi disfunzioni. Il continuo accumulo della plastica differenziata da imballaggio rischia infatti di compromettere l’intera filiera, con ripercussioni dirette sul servizio pubblico di raccolta differenziata urbana.
Per questo motivo vengono ritenute indispensabili misure temporanee e coordinate che consentano di ampliare gli stoccaggi, favorire il recupero energetico negli impianti previsti dal Piano regionale e indirizzare parte del materiale verso altri impianti già autorizzati.
Si tratta di interventi considerati necessari per garantire la continuità della gestione dei rifiuti e scongiurare il blocco della raccolta.
Tavolo tecnico regionale per affrontare l’emergenza
La Regione considera urgente la convocazione di un tavolo tecnico di coordinamento tra enti, istituzioni e gestori del servizio.
Il confronto servirà ad analizzare nel dettaglio la situazione, individuare le autorizzazioni necessarie e coordinare tutte le azioni utili a tutelare il territorio e assicurare la regolare gestione della raccolta differenziata.
Il coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare un’emergenza che interessa un numero crescente di impianti.
L’allarme dei gestori: depositi ormai saturi
L’allarme è stato lanciato da Veritas, società che gestisce la raccolta dei rifiuti nel Veneziano, e dalla controllata Eco+Eco, incaricata del ritiro degli imballaggi in plastica.
Nei depositi risultano già accumulate circa 8 mila tonnellate di materiale proveniente dalla raccolta differenziata in attesa di essere ritirato. Una quantità che rende evidente come la capacità di stoccaggio sia ormai quasi esaurita.
Se non verranno liberati nuovi spazi, diventerà impossibile continuare a raccogliere la plastica conferita dai cittadini. Una prospettiva che gli operatori ritengono necessario evitare con interventi immediati.
Secondo gli altri gestori del Veneto, il problema non riguarda soltanto il Veneziano ma potrebbe estendersi progressivamente ad altre aree della regione, con conseguenze diffuse sull’intero sistema della raccolta differenziata.
Crisi della domanda e perdita di competitività
Alla base dell’emergenza vi è la crisi della domanda di plastica riciclata, che sta rallentando il ritiro del materiale accumulato nei centri di raccolta.
La Regione punta quindi non solo a gestire l’emergenza nell’immediato, ma anche ad affrontare il problema strutturale della perdita di competitività della plastica riciclata in Italia. Una situazione determinata dalla concorrenza della plastica vergine e della plastica riciclata proveniente da Paesi extra Unione Europea.
La sfida sarà quella di garantire continuità alla raccolta differenziata e individuare strumenti capaci di valorizzare la plastica riciclata, evitando che l’attuale crisi possa trasformarsi in un blocco dell’intera filiera dei rifiuti.















