Cercatore di funghi morto nell’Agordino - Notizie Plus
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Cercatore di funghi trovato senza vita nell’Agordino dopo ore di ricerche. La vittima è V.G., 68 anni, residente a Pianiga, nel Veneziano. L’uomo aveva raggiunto di prima mattina l’area attorno al Rifugio Migon con l’intenzione di cercare funghi. Il corpo è stato individuato in seguito su un ghiaione, in fondo a un canale sopra l’abitato di Davedino.

La macchina dei soccorsi si era attivata dopo l’allarme lanciato dalla moglie. Alle operazioni hanno partecipato circa sessanta persone, con il supporto di sette unità cinofile e diversi elicotteri. Determinante anche l’individuazione dell’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare del 68enne.

Cercatore di funghi disperso, l’ultimo contatto con la moglie

L’uomo era partito verso le 7 del mattino e si era diretto nella zona del Rifugio Migon. Alcune ore più tardi aveva avuto un ultimo contatto telefonico con la moglie.

Durante quella conversazione, il 68enne le aveva riferito di non sapere esattamente dove si trovasse. Successivamente la donna aveva tentato più volte di ricontattarlo, senza però ricevere alcuna risposta.

Alle 12.15 circa, trascorse due ore dall’ultima telefonata, la moglie ha quindi lanciato l’allarme. Da quel momento è iniziata una vasta operazione di ricerca nell’area montana.

Cercatore di funghi, mobilitati 60 soccorritori e sette unità cinofile

Le operazioni hanno coinvolto un imponente dispositivo di soccorso. Circa sessanta persone si sono messe sulle tracce del cercatore di funghi scomparso.

Sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino di Val Pettorina, Agordo, Alleghe-Val Fiorentina e Livinallongo. Alle ricerche hanno partecipato anche il Soccorso alpino della Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco.

Sul terreno hanno operato inoltre sette unità cinofile. Parallelamente, le squadre hanno potuto contare sul supporto aereo di due elicotteri della Guardia di Finanza provenienti da Bolzano e Venezia, di un mezzo del 115 e di un B3 convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi.

La traccia del cellulare indirizza le ricerche verso Malga Laste

Un elemento importante è arrivato dall’analisi della rete telefonica. I soccorritori sono riusciti a risalire all’ultima cella agganciata dal cellulare del 68enne, localizzata a Punta Rocca.

L’informazione ha fatto ipotizzare che l’uomo potesse trovarsi nella zona di Malga Laste. Di conseguenza, le squadre hanno concentrato in quell’area una parte consistente delle ricerche.

La svolta è arrivata durante una ricognizione effettuata dall’alto. Il personale del Soccorso alpino della Val Pettorina, a bordo dell’elicottero B3, ha individuato il corpo su un ghiaione in fondo a un canale.

Cercatore di funghi trovato morto sopra Davedino

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, il cercatore di funghi sarebbe sceso nella zona del Col Toront. Qui sarebbe scivolato, ruzzolando lungo il pendio fino a raggiungere il fondo del canale situato sopra l’abitato di Davedino.

Per il 68enne non c’era ormai più nulla da fare. Dopo il ritrovamento e una volta ottenuto il nulla osta, i Vigili del Fuoco hanno provveduto al recupero della salma.

Si è conclusa così tragicamente una complessa operazione che aveva visto impegnati decine di soccorritori e numerosi mezzi nella speranza di ritrovare l’uomo ancora in vita.

Il ritrovamento del cercatore di funghi chiude quindi nel modo più drammatico le ricerche iniziate dopo l’allarme della moglie. L’impiego coordinato delle squadre a terra, delle unità cinofile e dei mezzi aerei ha consentito di localizzare il 68enne nell’impervia area montana dell’Agordino.

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