Un quarto d’ora abbondante in campo, un calcio d’angolo pennellato sul secondo palo e la firma indiretta sulla prima vittoria esterna del Treviso in questo campionato. Gianluca Rossi è uno dei protagonisti del successo per 1-0 contro il Renate: entrato nella ripresa al posto di Gucher, all’86’ ha battuto il corner trasformato da Davide Bove nel gol che ha deciso la sfida di Novara.
Un’altra rete arrivata nei minuti conclusivi, ulteriore dimostrazione della capacità del Treviso di crederci fino all’ultimo. Rossi era già stato protagonista di una situazione simile e contro il Renate il copione si è ripetuto. Questa volta il suo pallone dalla bandierina ha trovato Bove sul secondo palo per una vittoria che allunga a sei la serie di risultati utili consecutivi dei biancocelesti.
Il centrocampista sottolinea anche un altro aspetto: chi entra dalla panchina riesce spesso a incidere. Un merito che Rossi attribuisce al lavoro di Edoardo Gorini e del suo staff, capaci di mantenere coinvolto l’intero gruppo.
Rossi: «Sul gol abbiamo fatto quello che proviamo in allenamento»
Un quarto d’ora in campo e poi il calcio d’angolo decisivo. Quel pallone sul secondo palo era uno schema preparato?
«Sì, è uno schema che prepariamo in allenamento. Diciamo che la zona nella quale dovevo mettere il pallone era proprio quella. Poi è stato merito anche del mio compagno riuscire a buttarla in rete».
È arrivata una vittoria magari anche un po’ sporca e conquistata nel finale, ma la classifica del Treviso comincia a essere interessante. Quanto conta continuare questa serie positiva?
«Sicuramente vincere porta buon umore e rende l’ambiente più sereno. In questo modo si riesce anche a lavorare meglio. Stiamo portando avanti una serie di risultati senza perdere partite e questa è una cosa fondamentale».
Guardando la classifica, cambia qualcosa negli obiettivi della squadra?
«Il nostro obiettivo è prima di tutto mantenere la categoria. Poi cercheremo di ambire alla posizione più alta possibile che riusciremo a raggiungere».
«Chiunque entra riesce a dare il proprio contributo»
Anche contro il Renate sono stati importanti i giocatori entrati dalla panchina. È una delle forze di questo Treviso?
«È una cosa molto positiva ed è merito del mister e dello staff, perché riescono a tenere tutti i giocatori sul pezzo, facendo sentire sempre tutti partecipi. La sensazione è che gli undici titolari o chi entra dalla panchina possano sempre fare bene. Il merito è soprattutto dello staff, che riesce a renderci tutti partecipi e concentrati».
È già la seconda volta che da un tuo calcio d’angolo nei minuti finali arriva il colpo di testa decisivo di un difensore. Sono soltanto schemi preparati oppure c’è anche qualcosa nel carattere di questa squadra?
«Gli schemi ci sono, sì. Però quello che viene fuori quando siamo in campo è qualcosa che abbiamo noi giocatori dentro. È una caratteristica che ci serve per lottare per la maglia e per i tifosi».
Rossi: «I nostri tifosi ci danno una carica in più»
Anche a Novara, nonostante la distanza, i tifosi del Treviso vi hanno seguito. Quanto conta sentire il loro sostegno soprattutto quando la partita sembra bloccata?
«Anche oggi eravamo molto lontani da Treviso, ma c’erano comunque i nostri tifosi a sostenerci. Questa cosa ci dà una carica in più».
Ed è proprio qui che Rossi individua una delle caratteristiche più importanti costruite dal Treviso in questo avvio di stagione.
«Non è un caso che abbiamo già conquistato risultati e punti nei minuti finali. Questo significa che è qualcosa che abbiamo dentro».
Il gol di Bove contro il Renate nasce dunque da un meccanismo preparato durante la settimana, ma per Rossi racconta anche qualcosa di più. Il Treviso continua a crederci fino all’ultimo, indipendentemente da chi comincia la partita e da chi viene chiamato in causa successivamente. A Novara è toccato proprio a Rossi entrare dalla panchina e fornire il pallone che ha regalato ai biancocelesti la prima vittoria esterna del campionato.
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