
Nessuna denuncia, però, è scattata da parte dei sacerdoti raggirati, che hanno parlato solo quando coinvolti dagli investigatori. I militari hanno scoperto che le vittime sono state prese di mira in Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia, ma soprattutto in Veneto, nelle province di Padova, Treviso, Vicenza, Belluno, Rovigo. Alcuni sacerdoti hanno prelevato denaro dal fondo di solidarietà, elargendo somme anche di 5mila euro alla volta. Cifre consistenti per un ‘bottino’ utilizzato dai tunisini, due residenti nella Marca e uno nel bellunese, per fare la bella vita fra il lusso. Il fenomeno secondo i carabinieri sarebbe più esteso di quello finora accertato.















