Il Comune di Preganziol ha conquistato un primato importante: è il secondo Comune d’Italia ad aver attivato il servizio RAO pubblico (acronimo di Registration Authority Officer) per il riconoscimento digitale dei cittadini in vista della richiesta dello SPID (quel codice personale per accedere a tutti i servizi on-line della Pubblica Amministrazione).

Se Preganziol è stato il primo nella Marca, molti altri Comuni stanno seguendo il suo esempio aiutati dal supporto tecnico per l’attivazione del RAO messo a disposizione dal Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana già da fine dicembre 2020.

Questo servizio è stato molto apprezzato anche da Comuni al di fuori della provincia di Treviso. Sono infatti 9 gli enti fuori provincia che si avvalgono della consulenza del Centro Studi, 6 dei quali lo hanno già attivato. Tra questi spicca un importante Comune lombardo: Pavia.

Nella provincia di Treviso, tra i primi in Italia ad offrire il servizio ai propri cittadini, il Comune di Preganziol, che ha, appunto, fatto da apripista all’impegno del Centro Studi.

«La digitalizzazione della PA è un obiettivo fondamentale per la competitività del sistema-Paese – afferma Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana e del Centro Studi -. In questo percorso il RAO-SPID è un passaggio importantissimo. Ben consapevoli delle difficoltà dei Comuni su questo fronte, abbiamo attivato un nuovo servizio per aiutarli a implementare il cambiamento. Stare al loro fianco nella grande transizione in cui siamo immersi è la nostra missione. Il fatto che Comuni fuori provincia cerchino i nostri servizi ci pone come realtà associativa utile e all’avanguardia».

Il RAO è il soggetto incaricato alla verifica dell’identità personale dei cittadini che vogliano dotarsi dello SPID. I cittadini si possono dunque recare preso il proprio Comune per farsi riconoscere e ricevere via e-mail un file (token) che possono usare da casa per richiedere e ottenere l’identità SPID presso uno dei gestori aderenti al sistema.

Per i Comuni, mettere a disposizione un supporto alla cittadinanza per l’attivazione dello SPID  significa agevolare il processo di digitalizzazione destinata nel tempo a portare totalmente on line l’erogazione dei servizi della PA.

Sono al momento 8 i Comuni della provincia di Treviso che, finora, hanno aderito all’innovativo servizio offerto dal Centro Studi dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana e che sono in procinto di attivare il servizio. Si tratta dei Comuni di San Fior (già attivato), Asolo, Zero Branco, Ormelle, Sarmede, Riese Pio X, Colle Umberto, oltre al già citato Preganziol (già attivato).

Da fuori provincia hanno invece aderito i Comuni di Vobbia (GE), Ronco Scrivia (GE), Pavia, Gussago (BS), Gardone Val Trompia (BS), Ostuni (BR), Calvello (PZ), Caselette (TO) e il Centro Servizi territoriale della provincia di Benevento.

Scatta oggi, lunedì 1º marzo, lo switch off digitale che interessa la Pubblica Amministrazione italiana.

Da oggi infatti sono attive le nuove disposizioni previste dal Decreto Semplificazione (DL n. 76/2020) in materia di accesso ai servizi telematici: dismissione progressiva delle singole credenziali che ogni PA aveva adottato in autonomia, e un’unica chiave per accedere a tutti i servizi pubblici online, a scelta tra il Sistema per l’identità digitale (Spid), la Carta d’identità elettronica (Cie) e la Carta nazionale dei servizi (Cns).

Oltre a questo, il decreto prevede che tutte le Pubbliche Amministrazioni nazionali debbano anche integrare la piattaforma pagoPA nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate, e avviare i progetti di trasformazione digitale necessari per rendere disponibili i propri servizi sull’App IO.

Una serie di importanti passi in avanti nel processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione Italiana.