Questo pomeriggio mister Paolo Zanetti, allenatore del Venezia FC, ha incontrato la stampa in videoconferenza. Ecco le sue dichiarazioni. 

Qual è la condizione generale della squadra dopo la pausa?
“La condizione è buona, sono rientrati tutti a posto, poi è normale che, come spesso accade, i giocatori che hanno giocato in Nazionale non si sono preparati come chi è rimasto qua. Ma la condizione generale la considero più che soddisfacente”.

Un suo giudizio sul Bologna di quest’anno.
“E’ una squadra importante, lo dice la classifica e lo dice anche il bel filotto di risultati che hanno fatto. Hanno giocatori importanti, di qualità, e hanno anche un tecnico molto bravo sia a livello tattico che temperamentale, perché credo che la storia di Mihajlovic possa insegnare tanto a tutti su che cosa significhi essere caparbi, avere gli attributi, e lui li ha. La squadra è un po’ il suo specchio, quindi sarà una gara dura e difficile, come del resto lo è sempre per noi. I complimenti per il Bologna finiscono qui ed ora iniziano le cose che dobbiamo fare: dovremo concentrarci ovviamente sempre su di noi, facendo una gara al 100% per metterli in difficoltà perché, quando non facciamo così, possiamo perdere contro chiunque”.

E’ stato recuperato qualche giocatore dopo la sosta?
“Luca Lezzerini ancora no, Crnigoj non ha nulla di grave, però non partirà con noi. Vacca e Johnsen invece sono a pieno regime: a livello di tenuta fisica però sono diversi, nel senso che  Johnsen ha capacità organiche per fare tre partite in pochi giorni, di solito, ora ne ha per farne due, quindi margine ce n’è. Vacca di solito ha una tenuta per massimo sessanta minuti, ma di grandissima qualità. Con Antonio devo capire se utilizzarlo subito oppure a gara in corso, e quindi se tenermi o meno altre caratteristiche per il secondo tempo. E’ una scelta che farò all’ultimo momento”.

Pensa che opterà per una difesa a tre?
“No, in questo momento non ci sono possibilità di farla. Svoboda è stato appena operato ed è fuori, Ampadu, mi serve in mezzo al campo, essendo fuori Crnigoj. A gara in corso può essere utilizzata come ho già fatto in passato, ma continuiamo a martellare sulla nostra identità, che è ottima, e non vedo il motivo per cambiarla”.

Dove ha lavorato maggiormente in questa pausa?
“Intanto abbiamo tirato un po’ il fiato, perché mentalmente abbiamo spinto tanto e ora dovremo farlo di nuovo, quindi la settimana scorsa ho lasciato un po’ andare e, quasi come per magia, abbiamo perso con il Tabor Sezana. Quindi abbiamo lavorato soprattutto sulla mentalità, perché da lunedì abbiamo rimesso subito la testa sui binari giusti. E’ stata fatta un’ottima settimana di lavoro, dove la squadra ha avuto due facce e questo mi sta bene, nel senso che i ragazzi hanno spinto veramente tanto, tornando subito nel focus del momento. Questo mi fa piacere, ed è un sintomo di maturità. Abbiamo consolidato quelle che sono le cose fatte bene e corretto qualche errore che abbiamo fatto, poi ogni gara ha la sua storia, dal punto di vista offensivo in particolare: solo perché con la Roma abbiamo vinto non garantisco che contro il Bologna ci sarà la stessa formazione. Io faccio un ragionamento diverso. In questa gara, sia nel primo che nel secondo tempo, mi servono caratteristiche diverse”.

Dopo la partita con il Tabor Sezana, Lei ha affermato che il Venezia dà il meglio con l’acqua alla gola. E’ così? E che cosa, rispetto alla partita contro la Roma, vorrebbe rivedere domani a Bologna?
“E’ normale che la gara fatta in Slovenia, con tutti gli alibi dati dalla formazione sperimentale, è l’a testimonianza che se non diamo tutto possiamo perdere contro chiunque. Il discorso dell’acqua alla gola significa questo: se siamo al 100% sotto tutti gli aspetti, anche dell’aggressività e dell’attenzione, abbiamo dimostrato di poter battere chiunque, ma c’è anche l’altra faccia della medaglia, se non siamo al massimo, escono fuori tutti i nostri limiti, e quella partita ci è servita per battere ancora questo tasto. Sapete com’è: se, nelle partite di cartello, batti squadre come Fiorentina e Roma, in Italia parlano tutti di te, e rischi un po’ di cadere in una situazione di comfort, che noi non dobbiamo né vogliamo avere. Domani voglio rivedere il coraggio visto con la Roma, dove abbiamo subito molto, non rinunciando però a proporre, mentre a Genova abbiamo avuto grande spirito e cuore ma non, appunto, il coraggio. Non mi piacciono le partite rinunciatarie. Vorrei andare a Bologna con la nostra identità pur sapendo che ci sarà da soffrire, perché come detto sappiamo che giocheremo contro una squadra molto forte, dal punto di vista temperamentale, e noi dovremo pareggiare questo aspetto. Mi aspetto continuità in tal senso”.

Come sta vedendo l’inserimento di Tessmann?
“Ho visto una crescita esponenziale in lui, penso sia tra i giocatori cresciuti di più. Veniva da un calcio dove le retrocessioni non esistono, quindi è impossibile pensare di vedere una mentalità come la nostra dove, invece, il risultato è assolutamente al primo posto. Si doveva calare in questa situazione. Ma secondo me è un ragazzo che ha doti, struttura, tecnica, temperamento. Doveva fare dei passi avanti, soprattutto dal punto di vista tattico, e li ho visti, ha giocato benissimo sia con la Roma che con il Genoa. Quindi abbiamo un giocatore in più in mezzo al campo. Il ballottaggio con Antonio Vacca rientra nel discorso di prima, deciderò all’ultimo se inserirlo all’inizio o a gara in corso”.

Dor Peretz è stato ancora una volta protagonista con la Nazionale Israeliana, ma qui quanto gli manca per inserirsi?
“Peretz deve sfruttare le occasioni che ha, quello che non è riuscito a fare fino adesso, ma ho detto tante volte che vedo che ha delle capacità e delle potenzialità, come ho visto un miglioramento in Tessmann. Arriverà anche il suo. Probabilmente ha dei tempi diversi, di inserimento, credo sia una questione principalmente di carattere, non tecnica, è un ragazzo molto sensibile ed un grande professionista, credo che sia anche per lui questione di tempo. La sua possibilità arriverà senz’altro, ma deve sfruttare bene anche la sua occasione. Chiaramente, per ora, non è riuscito a incidere per quanto lui potrebbe fare. Ma lavora duro e credo che la strada intrapresa sia quella giusta. Poi sarà il campo a decidere. Comunque a livello numerico, nel centrocampo abbiamo giocatori, chiaro che dovremo fare scelte diverse”.

Okereke invece sta incidendo molto.
“E’ un ragazzo che ha dei colpi, credo che nemmeno lui sappia quanto è forte, ma piano piano lo sta tirando fuori. Negli ultimi anni ha fatto molto l’esterno, mentre io lo vedo più dentro al campo, come punta centrale o seconda punta, perché ha una grandissima dote: l’attacco dello spazio con grandissima profondità, ad altissimo livello. In più ha tecnica anche in fase di non possesso. Penso sia in grande crescita, deve anche lui per carattere essere bravo a confermarsi sempre, per avere continuità di prestazione, ma posso dire che in questo momento, per noi, è un giocatore fondamentale”.

Quanto pesa la perdita per infortunio di Ebuehi?
“Ebuehi è una perdita importante per noi, anche perché lì a parte Mazzocchi non ho ricambi, se avrà qualche problema probabilmente mi toccherà fare altri ragionamenti, quindi o metto un centrale, come Ampadu che potrebbe fare bene anche lì, e secondo me può giocare ovunque, dove lo metti lo metti. Mazzocchi comunque, ad oggi, ci dà ampie garanzie. Peccato, perché Ebuehi stava molto bene, era in crescita in questo momento, ed abbiamo fatto un ricambio importante con Mazzocchi, era un’arma importante da utilizzare in alcune situazioni, ma per il momento non lo possiamo avere”.