Chirurgia, Treviso, Marco Goldin
Marco Goldin

Chirurgia e arte protagoniste dell’apertura del Meeting Internazionale di Treviso

Chirurgia e arte possono sembrare mondi lontani, ma condividono un elemento fondamentale: la capacità di lasciare un segno e di prendersi cura dell’essere umano. È proprio da questa riflessione che prende vita un evento speciale destinato ad aprire il XXV Meeting Internazionale di Chirurgia Epatobiliopancreatica di Treviso, in programma il 15 e 16 giugno.

Per celebrare i venticinque anni di uno dei più importanti appuntamenti scientifici del settore, l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia 1 dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal dottor Marco Massani, ha scelto di inaugurare il congresso con un momento di profonda riflessione dedicato al significato più autentico della cura. Un’iniziativa che unisce cultura, medicina e sensibilità umana attraverso la partecipazione di due protagonisti d’eccezione: lo storico dell’arte Marco Goldin e il maestro Remo Anzovino.

ANIMA UNA: quando la bellezza incontra la cura

L’appuntamento è fissato per domenica 14 giugno alle ore 17.30 presso l’Auditorium dell’Istituto Pio X di Treviso. Qui andrà in scena “ANIMA UNA. Arte e Chirurgia. Raccontare la Bellezza che cura”, un incontro aperto alla cittadinanza che punta a esplorare il legame tra l’esperienza artistica e quella medica.

Al centro dell’evento ci sarà la lectio magistralis di Marco Goldin dal titolo “Van Gogh e il disegno. Segno e sutura come cura”. Un percorso originale che metterà in dialogo il gesto creativo dell’artista con quello tecnico del chirurgo, evidenziando come entrambi possano rappresentare strumenti di attenzione, guarigione e vicinanza alla persona.

Ad accompagnare il racconto sarà il pianoforte del maestro Remo Anzovino, in una collaborazione dal forte valore culturale e simbolico che promette di coinvolgere il pubblico attraverso parole, immagini ed emozioni.

La dimensione umana della chirurgia moderna

Secondo il dottor Marco Massani, l’iniziativa nasce dalla volontà di ribadire un concetto fondamentale per la medicina contemporanea: la necessità di preservare la dimensione umana della cura.

In un contesto sanitario sempre più caratterizzato da innovazione tecnologica e specializzazione, la relazione con il paziente continua infatti a rappresentare un elemento centrale. La cura non passa soltanto attraverso la competenza clinica, ma anche attraverso l’attenzione alle emozioni, alla sensibilità e a tutto ciò che contribuisce al benessere della persona.

In questa prospettiva, il dialogo tra arte e chirurgia assume un significato particolarmente profondo. Entrambe, pur attraverso linguaggi differenti, si confrontano con la fragilità umana e con la ricerca di un miglioramento della qualità della vita.

Venticinque anni di eccellenza scientifica internazionale

L’evento culturale rappresenta l’anteprima di un congresso che ha saputo costruire nel tempo una reputazione internazionale di assoluto prestigio.

Il Meeting Internazionale di Chirurgia Epatobiliopancreatica è nato venticinque anni fa grazie all’intuizione del professor Nicolò Bassi, sviluppata in collaborazione con il professor Leslie H. Blumgart del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e con il professor Davide D’Amico dell’Università di Padova.

Nel corso degli anni il congresso è diventato uno dei principali punti di riferimento per specialisti provenienti da tutto il mondo, favorendo il confronto scientifico, la ricerca e l’innovazione nel campo delle patologie del fegato, delle vie biliari e del pancreas.

Oggi questa tradizione prosegue sotto la guida del dottor Massani, storico allievo e collaboratore del professor Bassi, in stretta sinergia con il Dipartimento di Chirurgia Epatobiliopancreatica del Memorial Sloan Kettering Cancer Center diretto dal professor William Jarnagin.

Chirurgia: innovazione e ricerca al centro del congresso

Le giornate del 15 e 16 giugno vedranno il Centro Studi “Achille e Linda Lorenzon” ospitare i lavori scientifici del XXV Meeting Internazionale.

Saranno presenti specialisti provenienti dai più importanti centri ospedalieri e universitari del panorama internazionale per discutere le più recenti innovazioni nel settore. Tra i temi principali figurano la chirurgia robotica, le tecniche mini-invasive, le nuove tecnologie applicate alla pratica clinica e gli approcci multidisciplinari per il trattamento delle patologie oncologiche.

L’obiettivo sarà quello di condividere esperienze, risultati e prospettive future in un ambito medico in continua evoluzione, confermando il ruolo di Treviso come centro di riferimento per la ricerca e la formazione specialistica.

Chirurgia e bellezza, un messaggio che guarda al futuro

Il XXV Meeting Internazionale non rappresenta soltanto una celebrazione dei risultati raggiunti in ambito scientifico. L’edizione 2025 sceglie infatti di lanciare anche un messaggio culturale e sociale di grande valore: dietro ogni procedura, ogni intervento e ogni innovazione esiste sempre una persona.

La collaborazione con Marco Goldin e Remo Anzovino diventa così l’occasione per ricordare che la chirurgia non è soltanto tecnica e progresso, ma anche ascolto, sensibilità e attenzione all’essere umano. Un principio che accomuna il mondo dell’arte e quello della medicina e che trova nella bellezza una possibile alleata del percorso di cura.