Coronavirus, la CNA chiede un piano straordinario

Coronavirus, la CNA chiede un piano straordinario

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CnaVeneto - Alessandro Conte- Presidente regionale- Matteo Ribon Segretario regionale CNA Veneto

Un piano economico straordinario, oltre che sul fronte della sanità, anche a sostegno del tessuto produttivo delle piccole e medie imprese e per le attività artigiane della regione su cui pesano gli effetti del Coronavirus. A chiederlo con forza la CNA del Veneto: “In questa situazione di emergenza, come ribadito ieri dai vertici di CNA nazionale in occasione dell’incontro con il Ministro del lavoro Cataldo, occorrono misure straordinarie che tengano conto della specificità di ogni territorio – commenta il Presidente di CNA Veneto Alessandro Conte – E’ chiaro che alla luce di quanto sta accadendo nella nostra Regione e delle disposizioni restrittive messe in atto è necessario che si attivino subito reali sostegni economici alle imprese”.

A fare il punto il segretario di CNA Veneto Matteo Ribon: “Le nostre sedi territoriali sono state prese d’assalto dalle telefonate da parte delle aziende che vogliono avere informazioni chiare su come agire alla luce delle restrizioni. Da parte nostra l’impegno per diffondere le informazioni istituzionali corrette è massimo. Tuttavia riteniamo che una maggiore chiarezza a livello nazionale sia necessaria. Questa situazione non si può affrontare caso per caso, regione per regione, ma serve un piano nazionale complessivo. In queste ore ci stanno arrivando notizie preoccupanti sulla libera circolazione delle merci: no a restrizioni per componenti e macchinari provenienti dal Nord verso il Sud d’Italia”.

Sul fronte delle misure riguardanti il personale e l’astensione del lavoro questa mattina la CNA ha inviato un’informativa sulle modalità di attivazione delle sospensioni tramite FSBA, fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato e CIGO, cassa integrazione ordinaria. “Ci stiamo attivando – fa sapere Ribon – per chiedere a livello nazionale di neutralizzare i periodi di sospensione causa Coronavirus”. Al momento infatti è previsto di poter utilizzare un massimo di 20 settimane nel biennio mobile: la richiesta di CNA invece consentirebbe alle imprese di non vedere conteggiato il periodo di cassa richiesto per l’emergenza. “Oltre a questo è necessario prevedere la sospensione dei contributi previdenziali per le aziende della filiera del turismo. Alle Regioni – chiude il segretario chiediamo di attivare un coordinamento affinché possano giungere presto delle risposte al mondo produttivo”.

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