degenerazione maculare, salute, ricerca medica

Degenerazione maculare, a Mestre parte il progetto internazionale Lucy

Degenerazione maculare al centro di una nuova e importante frontiera della medicina rigenerativa. La maculopatia, è la malattia oculare su cui si concentra la sperimentazione avviata in Italia presso la Fondazione Banca degli Occhi di Mestre. Si tratta di un progetto innovativo che punta a sviluppare nuove possibilità terapeutiche attraverso l’utilizzo di cellule “riprogrammate”, con l’obiettivo di contrastare una delle principali cause di cecità nella popolazione anziana.

La ricerca è considerata tra le più avanzate e complesse nel panorama scientifico internazionale. Il metodo alla base di questo studio richiama il lavoro che nel 2012 valse il Premio Nobel al ricercatore giapponese Shinya Yamanaka, grazie agli studi sulle cellule staminali pluripotenti indotte.

Il programma si chiama Lucy (Lineage-guided Use of Cell-derived therapy for Yield improvement in age-related macular degeneration) e vede la collaborazione tra la Fondazione Banca degli Occhi e il National Eye Institute, uno dei 27 istituti che fanno parte del National Institute of Health degli Stati Uniti.

Come funziona la nuova terapia contro la degenerazione maculare

Il progetto è stato presentato a margine di un convegno svoltosi a Mestre, dove si sono riuniti alcuni tra i maggiori esperti nazionali e internazionali nel settore dell’oftalmologia rigenerativa applicata alla retina.

Lucy punta a dimostrare la sicurezza e l’efficacia di una terapia cellulare avanzata capace di fermare la progressione della malattia e, in prospettiva, invertire i danni già causati. Un obiettivo particolarmente rilevante per chi soffre della forma secca della degenerazione maculare senile, conosciuta anche come Amd.

La metodologia sviluppata dall’équipe statunitense guidata da Kapil Barthi prevede il prelievo di cellule del sangue da un ristretto gruppo di pazienti. Queste cellule vengono riportate allo stadio di staminali pluripotenti indotte, quindi trasformate in cellule sane dell’epitelio pigmentato retinico. Successivamente potrebbero essere utilizzate per trattare i pazienti colpiti dalla patologia.

I numeri della malattia in Europa e in Italia

La degenerazione maculare rappresenta oggi una delle emergenze sanitarie più significative nei Paesi occidentali. In Europa colpisce il 12,3% della popolazione compresa tra i 45 e gli 85 anni ed è considerata la prima causa di cecità.

In Italia la malattia ha già provocato circa 60mila casi di cecità totale. Numeri destinati a crescere nei prossimi anni a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita e del progressivo invecchiamento della popolazione.

Secondo le stime, entro il 2040 in Europa le diagnosi potrebbero superare i 26 milioni di casi, confermando l’urgenza di individuare cure sempre più efficaci e accessibili.

Una svolta possibile per il futuro

L’avvio della sperimentazione a Mestre rappresenta un passaggio strategico per la ricerca italiana e internazionale. Se i risultati confermeranno le aspettative, il progetto Lucy potrebbe aprire nuovi scenari terapeutici per migliaia di persone.

La degenerazione maculare resta oggi una delle patologie oculari più invalidanti, ma i progressi della scienza indicano che nuove cure potrebbero presto cambiare il futuro di molti pazienti.