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Export del vino in calo negli Stati Uniti, ma il Veneto orientale sembra reggere meglio l’urto. Nei primi mesi del 2026, infatti, le vendite nazionali verso il mercato americano hanno registrato una contrazione nell’ordine del 15%. Tuttavia, nelle cantine del territorio la frenata appare meno evidente e il valore delle esportazioni verso gli Usa continua a superare i 20 milioni di euro.

Il quadro resta complesso. Le pressioni sul mercato statunitense e le oscillazioni del dollaro stanno modificando le condizioni in cui operano le aziende italiane. Eppure, almeno per ora, alcune realtà vitivinicole del Veneto orientale mantengono una buona capacità di tenuta. A fare la differenza è soprattutto il Prosecco, che continua a rappresentare uno dei principali simboli del vino italiano sui mercati internazionali.

Export vino e Stati Uniti: il calo nazionale non pesa ovunque allo stesso modo

Il rallentamento dell’export del vino italiano negli Stati Uniti racconta un mercato diventato più difficile. Il cambio del dollaro può incidere sui costi e sulla competitività delle imprese, mentre le dinamiche commerciali richiedono una crescente capacità di adattamento.

La situazione, però, non risulta identica per tutte le aree vitivinicole. Nel Veneto orientale il valore delle esportazioni verso il mercato americano supera anche quest’anno i 20 milioni di euro. Si tratta di un dato che conferma il peso strategico degli Usa per le aziende del territorio.

Proprio questa differenza evidenzia quanto il comparto italiano sia composto da realtà diverse. Le difficoltà generali non producono necessariamente gli stessi effetti su ogni denominazione, soprattutto quando esistono una forte organizzazione della filiera e una presenza consolidata sui mercati esteri.

Prosecco, la forza di una denominazione che guarda all’estero

Il principale argine al rallentamento arriva dal Prosecco. Nel 2025 la Doc Prosecco ha superato i 660 milioni di bottiglie certificate e oltre l’80% della produzione ha raggiunto i mercati oltre i confini nazionali.

Regno Unito, Stati Uniti e Germania continuano a essere i principali mercati di riferimento. Questa forte vocazione internazionale consente alla denominazione di mantenere un’elevata capacità di penetrazione anche durante una fase più delicata per il settore.

Un altro elemento contribuisce alla tenuta del prodotto. Il Prosecco occupa una posizione rilevante nella fascia degli spumanti premium accessibili. Inoltre, continua a intercettare nuovi consumatori e una platea giovane, ampliando le occasioni di consumo ben oltre la tradizionale celebrazione.

Il tema si inserisce in una tendenza più ampia. Nel mercato globale, infatti, gli spumanti stanno mostrando una capacità di tenuta superiore rispetto ai vini fermi. Di conseguenza, mentre una parte del vino italiano osserva con preoccupazione il rallentamento americano, il sistema produttivo legato al Prosecco conserva una posizione di forza.

Export vino, Franco Passador: «Servono risposte diverse per territori diversi»

A spiegare le ragioni di questa maggiore capacità di tenuta è Franco Passador, presidente e amministratore delegato di Vi.V.O. Cantine, con sede legale a Salgareda.

Secondo Passador, la forza della denominazione nasce da un equilibrio costruito nel tempo tra programmazione produttiva, organizzazione della filiera e presenza internazionale. Sono questi gli elementi che permettono oggi al Prosecco di affrontare una fase di mercato più favorevole rispetto ad altre aree vitivinicole italiane.

Il presidente di Vi.V.O. Cantine invita però a evitare conclusioni troppo generalizzate. La buona tenuta del Prosecco non rappresenta una garanzia automatica per l’intero comparto. All’interno del vigneto Italia convivono infatti realtà profondamente diverse, con caratteristiche e necessità specifiche.

Per questa ragione, gli interventi sulla gestione del potenziale produttivo dovrebbero tenere conto delle peculiarità dei singoli territori. Un principio che assume particolare importanza mentre cambiano i mercati di riferimento e si trasformano anche le abitudini dei consumatori.

Per approfondire altri temi legati all’economia e alle dinamiche dei mercati, è possibile consultare le ultime notizie economiche.

Prosecco e mercato americano: perché il Veneto orientale continua a reggere

Per il Veneto orientale la partita negli Stati Uniti resta quindi aperta. Un valore dell’export del vino superiore ai 20 milioni di euro conferma l’importanza del mercato americano e, nello stesso tempo, dimostra la capacità del territorio di mantenere quote rilevanti anche durante una fase di rallentamento nazionale.

Non mancano, tuttavia, gli elementi di attenzione. La contrazione registrata a livello italiano resta un segnale che le imprese non possono ignorare. Le oscillazioni del dollaro e le nuove dinamiche del mercato possono modificare rapidamente le condizioni di competitività.

La capacità di programmare la produzione, presidiare i mercati esteri e adattarsi all’evoluzione dei consumi sarà quindi sempre più importante. In questo scenario, il modello costruito attorno al Prosecco rappresenta un punto di forza, ma richiede continui adattamenti.

L’export di vino verso gli Stati Uniti continuerà dunque a essere un banco di prova decisivo. Il Veneto orientale parte da una posizione solida grazie al peso del Prosecco e alla sua presenza internazionale. Tuttavia, la vera sfida sarà difendere nel tempo le quote conquistate, intercettando nuovi consumatori e rispondendo ai cambiamenti di un mercato sempre più competitivo.