La Giornata europea delle lingue 2026 porta a Venezia il mondo di Carlo Collodi e trasforma Pinocchio in un simbolo della capacità delle lingue di mettere in comunicazione culture e popoli differenti. L’Auditorium Santa Margherita ha ospitato questa mattina l’appuntamento dedicato al tema “Lingue per crescere: da Collodi al racconto di formazione”, con la partecipazione di autorità, accademici e studenti.
L’edizione veneziana ha scelto fiabe e racconti europei come strumenti di crescita e veicoli di valori condivisi. Al centro della mattinata anche il bicentenario della nascita di Collodi e la straordinaria diffusione internazionale di Pinocchio.
Giornata europea delle lingue 2026, da Collodi alle fiabe europee
Istituita nel 2001, la Giornata europea delle lingue viene celebrata in tutta Europa con l’obiettivo di valorizzare la diversità linguistica e favorire l’apprendimento delle lingue in ogni fase della vita.
A Venezia l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Università Ca’ Foscari, Ufficio Scolastico Regionale Veneto, Consiglio d’Europa, Europe Direct del Comune di Venezia e Biblioteca Nazionale Marciana.
Per l’edizione 2026 gli organizzatori hanno scelto di partire da Collodi per approfondire il ruolo che fiabe e racconti di formazione possono assumere nella trasmissione dell’identità e dei valori di una comunità.
Un percorso che ha trovato in Pinocchio un esempio particolarmente significativo. La storia del burattino ha infatti attraversato lingue, Paesi e generazioni, diventando un punto d’incontro tra la cultura italiana e il resto del mondo.
Paola Mar: «Le lingue sono una straordinaria capacità di incontro»
In rappresentanza dell’Amministrazione comunale è intervenuta la consigliera delegata alle relazioni con l’Università Paola Mar, che ha posto l’accento sull’importanza delle competenze linguistiche.
«Disporre di competenze linguistiche aggiuntive rappresenta oggi un valore strategico fondamentale. Prendiamo l’esempio di Pinocchio: l’opera letteraria italiana più letta e tradotta al mondo, con ben 250 traduzioni».
Secondo Mar, la diffusione dell’opera di Collodi permette di comprendere come una fiaba possa andare molto oltre la propria dimensione originaria.
«Questo ci dimostra che non siamo di fronte a una semplice letteratura per ragazzi; ogni fiaba tramanda l’identità e i valori cardine di un popolo. Rendere questi significati universali in 250 lingue diverse è una sfida straordinaria».
Giornata europea delle lingue 2026, la lingua come strumento di incontro
Proprio la traduzione diventa così un ponte tra culture differenti. Non si tratta soltanto di trasferire parole da una lingua all’altra, ma di riuscire a conservare significati, sfumature e valori.
«La lingua è fatta di sfumature e confrontarsi con idiomi diversi non è mai un limite, tutt’altro: rivela una straordinaria capacità di incontro e di comprensione reciproca», ha sottolineato Paola Mar.
Da qui il valore attribuito all’apprendimento linguistico anche come strumento di crescita individuale.
«Conoscere e accogliere lingue diverse è, prima di ogni altra cosa, la più grande opportunità di crescita personale e culturale».
Un messaggio che si lega direttamente al tema scelto per l’appuntamento veneziano: “Lingue per crescere”. La conoscenza di idiomi differenti diventa infatti uno strumento per conoscere altre culture e, allo stesso tempo, comprendere meglio la propria.
Studenti e scuole protagonisti a Santa Margherita
La Giornata europea delle lingue 2026 ha coinvolto direttamente anche il mondo della scuola. Dopo gli interventi istituzionali, la mattinata è proseguita con Stefano Trovato, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, e Francesca Vianello, responsabile Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia.
Il programma ha proposto anche una lezione-concerto dedicata a Pinocchio, affiancando così alla riflessione sulle lingue una modalità differente di raccontare e interpretare l’opera di Collodi.
Spazio quindi alle premiazioni delle scuole venete e all’esibizione dell’IIS Marco Polo. Gli studenti sono diventati in questo modo parte attiva di una giornata nata proprio per promuovere la curiosità verso lingue e culture differenti.
A completare il programma è stata la visita alla mostra “Fiabe e valori fondamentali”, coerente con il filo conduttore scelto per l’edizione veneziana.
Dalle traduzioni di Pinocchio alle esperienze delle scuole, la Giornata europea delle lingue 2026 ha quindi utilizzato il racconto di formazione come punto di partenza per parlare di diversità linguistica. Venezia ha celebrato Collodi ricordando soprattutto un principio: imparare una nuova lingua significa acquisire uno strumento in più per incontrare e comprendere gli altri.
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