Guerra e rincari scuotono l’economia locale e mettono in difficoltà il tessuto produttivo trevigiano, mentre i mercati energetici registrano nuove tensioni. La CNA Treviso condanna con fermezza ogni atto di guerra e richiama la comunità internazionale al rispetto del diritto internazionale.
L’associazione di categoria chiede che il confronto torni nelle sedi istituzionali super partes. L’obiettivo è fermare l’escalation e ristabilire condizioni di stabilità economica. Il presidente mandamentale Stefano Camarotto invoca una soluzione diplomatica e indica nell’Organizzazione delle Nazioni Unite il punto di riferimento per la mediazione internazionale.
Guerra e rincari: l’appello della CNA Treviso alla diplomazia
«Chiediamo che tacciano le armi e che il dialogo venga riportato nelle sedi legittimate», afferma Camarotto. Inoltre ribadisce che la forza non può sostituire le regole condivise. Secondo la CNA Treviso, le crisi si risolvono attraverso strumenti diplomatici e multilaterali, non sui campi di battaglia.
Per le imprese, la stabilità internazionale non è solo un valore etico. Al contrario, rappresenta una condizione economica imprescindibile. Senza regole certe, infatti, il mercato perde equilibrio e fiducia. Di conseguenza, investimenti e occupazione rischiano di subire un nuovo stop.
Impennata del costo del gas e del prezzo energia elettrica
Le conseguenze economiche risultano già evidenti. Il costo del gas europeo è salito del 36% in poche ore, innescando una nuova fiammata sui mercati energetici. Questo aumento ha avuto un impatto immediato su tutto il comparto.
Parallelamente, il prezzo energia elettrica segue l’andamento del gas. Le quotazioni sono passate da 107 a 125 euro al megawattora. Per le imprese con contratti a prezzo variabile il rischio di rincari in bolletta diventa concreto. Pertanto molte aziende potrebbero registrare aumenti significativi già nei prossimi mesi.
Un’impresa tipo, con un incremento del 20% del gas e del 15% dell’energia elettrica, deve affrontare migliaia di euro di costi aggiuntivi. Questa dinamica si somma a una fase economica già complessa e fragile.
Aumento dei carburanti e pressione sulle imprese
Anche i carburanti risentono delle tensioni internazionali. La benzina self-service ha raggiunto 1,673 euro al litro. Il diesel self-service è salito a 1,728 euro al litro, il livello più alto dalla fine di febbraio 2025.
Di conseguenza, trasporti e logistica subiscono un aggravio immediato. Le aziende che operano su strada vedono crescere i costi operativi, mentre i margini si riducono. Inoltre l’effetto a catena coinvolge l’intera filiera produttiva.
Le imprese trevigiane hanno già affrontato pandemia, inflazione e aumento dei tassi. Ora temono una nuova impennata dei costi energetici. Secondo Camarotto, questa situazione erode margini già ridotti e mette a rischio occupazione e investimenti.
Guerra e rincari: stabilità internazionale come priorità economica
La Guerra e i rincari non rappresentano soltanto un’emergenza geopolitica ma costituiscono un fattore di instabilità economica che incide direttamente sul territorio. Senza stabilità internazionale non può esserci crescita duratura. Per questo motivo la CNA Treviso chiede responsabilità, equilibrio e coraggio politico. Le imprese sollecitano scelte rapide e coordinate per evitare un’escalation.














