Innalzamento del mare e futuro di Venezia: le quattro strategie possibili
L’innalzamento del mare è la sfida chiave che determinerà il destino di Venezia nei prossimi secoli. Le possibili crisi climatiche renderanno infatti insufficienti, nel lungo periodo, anche le attuali soluzioni come il Mose, secondo un recente studio scientifico pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature.
La ricerca, coordinata da Piero Lionello dell’Università del Salento, con il contributo di studiosi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, analizza le prospettive future della laguna alla luce delle proiezioni sul livello del mare basate sul Sesto Rapporto di Valutazione dell’Ipcc.
Le soluzioni per contrastare l’innalzamento del mare
Lo studio individua quattro possibili strategie per affrontare l’innalzamento del mare e salvaguardare Venezia:
- Proseguire con la laguna aperta, utilizzando barriere mobili simili al Mose da attivare in caso di emergenza
- Proteggere il centro storico con dighe, separandolo dal resto della laguna
- Chiudere completamente la laguna, attraverso un “super argine”
- Rilocalizzare la città, spostando abitanti e patrimonio storico nell’entroterra
Attualmente, con opportuni interventi, il Mose potrebbe garantire protezione fino a un aumento del livello del mare di circa 1,25 metri. Tuttavia, questo limite potrebbe essere superato entro il 2300 anche in scenari a basse emissioni, a causa della combinazione tra cambiamento climatico e subsidenza del suolo.
Scenari futuri e soglie critiche
Secondo gli esperti, le dighe potrebbero diventare necessarie già oltre un innalzamento di 0,5 metri, una soglia che potrebbe essere raggiunta prima del 2100 nello scenario peggiore di emissioni.
La chiusura totale della laguna rappresenterebbe una soluzione più drastica ma efficace, capace di proteggere Venezia anche con aumenti fino a circa 10 metri.
La rilocalizzazione della città, invece, rappresenta lo scenario più estremo e potrebbe diventare inevitabile oltre i 4,5 metri di aumento del livello del mare, un’eventualità possibile dopo il 2300.
Costi e tempi delle soluzioni
Le diverse strategie comportano costi molto variabili:
- Mose: circa 6 miliardi di euro
- Dighe: tra 500 milioni e 4,5 miliardi
- Super argine: oltre 30 miliardi
- Rilocalizzazione: fino a 100 miliardi
Oltre ai costi, pesa anche il fattore tempo: la realizzazione di grandi infrastrutture può richiedere tra 30 e 50 anni, rendendo fondamentale una pianificazione anticipata.
Un equilibrio tra ambiente, economia e cultura
Secondo gli autori dello studio, non esiste una soluzione unica e ottimale. Qualsiasi scelta dovrà bilanciare diversi interessi: la sicurezza dei residenti, la crescita economica, la tutela degli ecosistemi lagunari e la conservazione del patrimonio culturale.
Il dibattito sul futuro di Venezia resta quindi aperto, ma una cosa appare certa: le tendenze legate all’innalzamento del mare sono ormai evidenti e in accelerazione, anche a causa dei ritardi nelle politiche di contrasto al cambiamento climatico.















