Juan Fernandez
Juan Fernandez

L’Umana Reyer Venezia comunica di aver raggiunto l’accordo pluriennale con Juan Manuel Fernández, playmaker di 193 centimetri.

Juan Fernandez

Soprannominato il “Lobito” – da papà Gustavo il “Lobo” – Fernandez nasce a Cordoba, in Argentina, il 22 luglio 1990 ed è in possesso di passaporto argentino ed italiano. Cresce cestisticamente al 9 de Julio, società con sede a Río Tercero, nella provincia di Córdoba, con cui nel 2007 debutta nella quarta divisione argentina, vincendo il campionato.

Dal 2008 al 2012 studia e gioca alla Temple University, a Philadelphia (USA), con la maglia degli Owls, partendo in quintetto base. Nella stagione 2012/13 firma il primo contratto professionistico con l’Olimpia Milano e gioca in prestito a Brescia, in A2, con cui arriva fino alla finale per la promozione.
Inizia la stagione 2013/14 con la maglia della Dinamo Sassari, in A1, chiudendola in patria con i colori dell’Obras Sanitarias Buenos Aires. Nel 2014 torna in Italia e gioca ancora nelle fila della Pallacanestro Brescia con cui nel giugno 2016 conquista la promozione in A1.
Dopo una stagione in A1 spagnola con il Breogán de Lugo, Fernández torna in Italia nel 2017/18 e contribuisce in modo determinante alla promozione di Trieste nella massima serie e alle positive annate successive.
Nelle giovanili veste la maglia dell’Argentina con cui gioca anche il Mondiale under 19 nel 2009 in Nuova Zelanda.

Le prime dichiarazioni in orogranata di Juan Manuel Fernandez

“Per prima cosa voglio ringraziare genuinamente la Reyer per questa opportunità. Ho il fuoco dentro, ma questo lo so solo io e il fatto che la società creda in me significa tantissimo. Questa fiducia mi spinge a fare il meglio per Venezia, non potevo trovare una situazione migliore per tornare in Italia e competere ad altissimo livello. Data la mia situazione particolare, la mia vera preparazione al ritorno in campo è iniziata il 1 aprile: sto seguendo un programma di lavoro specifico per arrivare preparato al 21 agosto. Mi sono imposto obiettivi importanti ed è una sfida ambiziosa, ma la mia motivazione è grande.

Mi definisco un giocatore intelligente la cui priorità è aiutare la squadra a giocare bene. Cerco di capire velocemente le idee del coach e di assistere nel migliore dei modi i compagni, a seconda delle differenti caratteristiche. Ho il desiderio di contribuire ad aggiungere valore, aiutare anche fuori dal campo, credo che anche dalla panchina il contributo dei giocatori possa essere determinante.

Sono davvero felice di ritrovare Eugenio Dalmasson che mi ha riportato in Italia e con cui a Trieste ci siamo tolti grandi soddisfazioni.
Ho sempre apprezzato la Reyer e il pubblico reyerino da avversario, sono davvero molto carico e curioso di vivere la realtà orogranata da dentro. Non vedo l’ora, ci vediamo presto!”